Conservare e tramandare la memoria di
Vittorio Occorsio, ucciso nel 1976, e Mario Amato, ucciso nel
1980, magistrati romani vittime del terrorismo, come monito per
le nuove generazioni e per chi ogni giorno opera nella
giustizia. È il senso della cerimonia che si è svolta
all’ingresso della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio,
dove al termine dei lavori di ristrutturazione sono state
collocate le immagini dei due magistrati, che indagavano sulla
destra eversiva, accompagnate da targhe commemorative.
All’iniziativa hanno preso parte i familiari di Occorsio e
Amato, i magistrati della Procura e del Tribunale di Roma,
personale amministrativo e dell’avvocatura.
“Un ringraziamento particolare va ai familiari perché il fatto
di averli vicini in situazioni come queste rafforza il
sentimento di comune appartenenza”, ha affermato il procuratore
capo di Roma Francesco Lo Voi. “Su questi corridoi troverete
documenti dell’archivio di Stato, foto e documenti storici che
sono memoria, una memoria che va conservata e tramandata”. E
ancora: “Volevamo dare un significato particolare al
rinnovamento di questi ambienti con elementi di memoria, con le
nostre vittime, i nostri morti”.
Nel suo intervento Lo Voi ha richiamato anche le parole
pronunciate da Mario Amato prima di essere assassinato. “‘Non
lasciateci soli’ deve essere un messaggio da tramandare per
evitare che si ingenerino delle forme di scarsa considerazione
nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo”.
Il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, ha
sottolineato che “mai come oggi le parole ricordo ed esempio
vanno di pari passo”.
Particolarmente toccante la testimonianza di Eugenio Occorsio,
figlio del magistrato ucciso cinquant’anni fa da esponenti di
Ordine Nuovo. “Sento la commozione di rientrare dopo 50 anni in
questi uffici”, ha detto, ricordando le domeniche trascorse da
bambino nello studio del padre.
A ricordare Mario Amato è stato il figlio Sergio. “È
un’emozione vedere qui la foto di mio padre e di Occorsio. Per
noi familiari vittime del terrorismo i luoghi della memoria sono
importanti perché sappiamo che oltre a essere stati colpiti
nella nostra vita personale siamo consapevoli di essere vittime
di atti che riguardano la storia della nostra Repubblica”. A
spiegare il progetto è stato infine il procuratore aggiunto
Giovanni Conzo: “Abbiamo voluto cambiare un posto progettato
come un luogo di tenebre dando luce a questi ambienti, tenendo
sempre viva la memoria di due grandi magistrati”.
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