Ascolta la versione audio dell’articoloCi sarà da superare lo scoglio dei voti segreti in Aula alla Camera. Ma va registrata una schiarita nella maggioranza sul nodo delle preferenze alla legge elettorale. La Lega e Forza Italia hanno annunciato il voto a favore dell’emendamento firmato solo da FdI, Noi Moderati e Udc, che prevede il capolista bloccato e a seguire la possibilità di mettere fino a 3 preferenze, di cui una di genere, tra i candidati nei collegi plurinominali già scritti sulla scheda, che saranno alternati in ordine di genere. Alla fine dunque il pressing di Giorgia Meloni ha avuto la meglio sugli alleati. Con i gruppi parlamentari di Fi e Lega che hanno preso atto della linea di Matteo Salvini e Antonio Tajani dai quali già nelle scorse ore era arrivato un via libera di massima, sia pure obtorto collo. Ma le opposizioni sono pronte a dare battaglia. E hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sulla riforma elettorale sia votata integralmente a scrutinio segreto.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILega e Forza Italia, ok all’emendamento sulle preferenze «In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc. Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto» recita una nota della Lega. Anche Forza Italia ha deciso per il sì all’emendamento sulle preferenze, al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia nella Sala Colletti alla Camera, alla quale ha partecipato anche il leader azzurro Antonio Tajani.Loading…Tajani: se preferenze non passano con voto segreto non è a rischio maggioranzaTajani che definisce l’emendamento di FdI su capolista bloccato e preferenze una «accettabile proposta di compromesso» getta acqua sul fuoco. «Se l’emendamento sulle preferenze alla fine non dovesse passare con il voto segreto – assicura – il governo e la maggioranza non sono a rischio. Il governo è solido, questa è una iniziativa parlamentare. Oggi abbiamo condiviso gli emendamenti alla legge elettorale, le preferenze sono un dettaglio della legge , non sono la legge… E’ stato tutto molto enfatizzato. L’obiettivo era ed è la stabilità che porta crescita economica, investimenti dall’estero e garantisce alle imprese di poter pianificare la loro attività».Opposizione chiedono il voto segreto sulle preferenzeLe resistenze alle preferenze tra i parlamentari della Lega e soprattutto di Forza Italia restano però forti. E resta il rischio per la maggioranza di andare sotto in occasione dei voti segreti chiesti dal centrosinistra. Le opposizioni hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sulla riforma elettorale sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi del Pd, M5S e Avs, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale. E i primi emendamenti alla legge elettorale di oggi, a quanto si apprende, dovrebbero essere tutti votati in modo segreto.Preferenze strategicheQuel che è certo è che, anche se il voto di fiducia è escluso, sulle preferenze (da sempre un pallino della premier) Meloni ci ha ha messo la faccia. La presidente del Consiglio sa che il tema delle preferenze è molto popolare. E deve schivare il fuoco “amico” di Roberto Vannacci che da settimane cannoneggia a favore dell’introduzione delle preferenze. C’è poi la necessità di prevenire una possibile sentenza additiva della Consulta in caso di ricorso preventivo. Chi si prenderà la responsabilità di affossare la riforma elettorale con possibili conseguenze sulla tenuta del governo? Anche perché davvero le preferenze non sono un problema per i partiti medio-piccoli come la Lega e Forza Italia.







