E’ stata portata in
una fonderia a Vicenza, dove è stata fatta a pezzi e fusa, la
statua in bronzo dedicata agli ex internati dei campi di
concentramento in Germania rubata nel mese di maggio a
Montebelluna (Treviso). Lo riportano oggi le edizioni locali del
Gazzettino e della Tribuna di Treviso.
I carabinieri della locale compagnia hanno denunciate due
persone ritenute responsabili del furto, un uomo di 45 anni di
Valdobbiadene (Treviso) e uno di 44 di Feltre (Belluno). Alla
loro identità i militari sono risaliti attraverso la immagini
delle telecamere di sorveglianza, individuano la targa della
vettura dove il manufatto in bronzo era stato caricato, dopo
essere stato diviso in più parti.
Il colpo è stato messo a segno la notte tra il 28 e il 29
maggio scorsi; per staccare la statua dal piedistallo i ladri
avevano usato un seghetto e un piede di porco, poi abbandonati.
Ad accorgersi del furto era stato un passante. Assieme alla
scultura erano sparite alcune colombe decorative appartenenti al
complesso.
L’amministrazione comunale ha già avviato le pratiche per una
nuova statua che sostituirà quella rubata, e ormai
irrecuperabile, che venne realizzata nella prima metà degli anni
Novanta. Il sindaco di Montebelluna, Adalberto Bordin, aveva
definito il furto “un atto criminoso inaccettabile sia nella
forma che nella sostanza. Un’azione incomprensibile e
inaccettabile che oltre a riguardare un bene pubblico colpisce
un simbolo che custodisce il ricordo di una delle pagine più
drammatiche della storia dell’umanità”.
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