Ascolta la versione audio dell’articoloLa prima mostra mai dedicata ai paesaggi marini di Georges Seurat è stata organizzata dalla Courtauld Gallery che ha riunito 26 opere, le stesse che l’artista francese aveva scelto per l’esposizione al Salone degli Indipendenti a Parigi poco prima della sua morte a 31 anni, nel 1891.Seurat, noto come l’inventore del neo-impressionismo per la sua tecnica di dipingere usando punti di colore puro che poi si fondono e “danzano” davanti agli occhi di chi guarda l’opera, è celebre per le sue scene di interni parigini come Le Chahut. Ogni estate però l’artista lasciava la capitale alla volta delle coste settentrionali francesi per “ripulirsi gli occhi dalle giornate passate nello studio e tradurre nel modo più fedele possibile la brillantezza della luce in tutte le sue sfumature.”Loading…Qui, a Honfleur e Port-en-Bessin, Le Crotoy e Gravelines, Seurat lavorava all’aperto, esplorando le coste, i porti e i paesaggi marini in diversi momenti del giorno e diverse condizioni atmosferiche, senza la presenza dell’uomo, solo accennata da qualche barca a vela all’orizzonte o da un solitario faro. Al ritorno trasferiva gli schizzi fatti su tavole di legno inserite nella sua scatola di colori da viaggio su grandi tele che poi completava nel suo studio a Parigi, spesso dipingendo a puntini anche le cornici.Le vedute marine SeuratPhotogallery9 fotoVisualizzaOgni paesaggio era un’occasione per sperimentare con le pennellate e il colore, raffinando progressivamente la sua tecnica ispirata dalla “fusione ottica” descritta da Charles Blanc nel suo trattato “La grammatica della pittura” del 1867, studiando il posizionamento di punti di colore puro per accentuare la loro vivacità e brillantezza ponendoli accanto a colori complementari.CromoluminarismoSeurat considerava riduttivo il termine ‘puntinismo’ e aveva coniato la parola ‘cromoluminarismo’ per definire la sua puntigliosa tecnica e la sua continua ricerca di un nuovo modo di dipingere e ritrarre la natura. L’acqua del mare, le spiagge, le baie, le rocce, nella cangiante luce del nord, erano i soggetti ideali per le sue sperimentazioni con il colore e l’atmosfera, che hanno creato paesaggi contemplativi e radiosi.





