“Siamo arrivati alla trentesima
edizione in un continuo crescendo” dice l’Ad di Fiera Milano
Francesco Conci a MiArt, spiegando che per questa speciale
occasione “la location è cambiata, fatta in modo da valorizzare
ulteriormente le opere. Pur essendo un segmento merceologico un
po’ anomalo rispetto all’attività caratteristica di fiera, MiArt
– sottolinea – riafferma dei valori determinanti, quelli della
cultura, ed è un settore sempre in crescita, che sale di due
punti percentuali ogni anno e dà occupazione a un milione e
mezzo di persone, quindi è un sistema valoriale che si innesta
anche in un meccanismo di business che genera valore”.
Un bilancio “è un po’ presto per farlo, perché abbiamo aperto
ieri, ma diciamo – spiega l’Ad – che è partita molto bene, sono
molto apprezzate le gallerie, la curatela che è stata fatta,
l’organizzazione della manifestazione, quindi siamo molto
fiduciosi”.
In questa trentesima edizione – spiega il direttore artistico
manifestazione Nicola Ricciardi “ci sono 160 gallerie da 24
paesi, abbiamo gallerie che vengono da Johannesburg, alcune da
Città del Messico, veramente da tutto il mondo. E le abbiamo
distribuite per la prima volta su tre piani, perché questa è la
trentesima edizione, quindi abbiamo detto: “Facciamo la solita
Miart o ci complichiamo la vita e facciamo qualcosa di più
bello, complesso e nuovo?”. Abbiamo quindi cambiato padiglione
rispetto a quello tradizionale, abbiamo distribuito su tre piani
tutte le gallerie. Tre piani che fanno sembrare un po’ la nostra
Miart tre fiere in una. Tre fiere perché ogni piano ha un po’ un
suo gusto, un suo sapore. Il livello zero è quello più
tradizionale, più simile alla Miart di sempre, al livello uno
abbiamo messo tutte le gallerie emergenti, una sezione che
abbiamo fatto assolutamente crescere e che sta andando molto
bene, con molti giovani che stanno vendendo molto bene.
All’ultimo piano c’è una piccola fiera boutique all’interno
della nostra Miart. Una fiera pensata quasi come un museo, sono
solo 20 gallerie che hanno portato le opere di maggior peso e di
maggior rilievo”.
In mostra, ci sono “opere che vanno dai 1.000 euro fino ai 2
milioni, quindi copriamo un raggio molto ampio, così come molto
ampio è anche il raggio storico delle nostre opere, con lavori
della fine dell’800 e alcuni creati apposta per la nostra fiera,
quindi oltre 100 anni di storia all’interno di questo padiglione
che vengono tradotti in più di 1.000 opere”.
Contribuisce al successo di MiArt anche la Milano Art Week,
“fondamentale non solo per restituire quello che facciamo
all’interno della città, ma anche per offrire ai visitatori
internazionali quell’atmosfera che si trova alle principali
fiere di Parigi, Londra o Basilea” e l’imminente design Week,
“che per noi è un enorme vantaggio”.
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