‘Io non ridevo’. Poi ‘La terra
trema’. Il terremoto entra già dai titoli nel concerto che ha
aperto oggi, al Teatro San Filippo, la dodicesima edizione del
‘Jazz italiano per le terre del sisma’. Sul palco l’Orchestra
nazionale jazz dei Conservatori, diretta da Roberto Spadoni e
Corrado Guarino. Con i giovani musicisti Ada Montellanico alla
voce e Rosario Giuliani al sassofono.
‘Io non ridevo’ riporta a una delle pagine più amare del dopo
sisma. La frase comparve sui cartelli degli aquilani nel 2010,
dopo la pubblicazione dell’intercettazione tra gli imprenditori
Francesco Piscicelli e Pierfrancesco Gagliardi. Ridevano
pensando agli affari che la ricostruzione avrebbe potuto aprire.
Spadoni prese quelle parole e ne fece un brano dedicato alla
città.
‘La terra trema’ ha trovato al San Filippo un ascolto
inevitabilmente diverso. Nel programma anche ‘Si vede che era
destino’, composizione di Guarino dedicata ad Andrea Pazienza.
L’Orchestra nazionale jazz dei Conservatori, istituita nel 2016,
riunisce studenti degli istituti musicali italiani. Negli anni
ha suonato con Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Sheila Jordan e Dave
Douglas.
“Abbiamo detto tante volte che doveva essere un evento spot.
Invece è diventato un appuntamento fisso all’Aquila – ha
ricordato il sindaco Pierluigi Biondi. Corrado Beldì, presidente
di Jazz all’Aquila, ha guardato alla nuova fase cominciata con
l’apertura della sede dell’associazione a Bazzano – Da
quest’anno abbiamo il nostro spazio, abbiamo il nostro luogo e
quindi guardiamo al futuro con grande felicità”. Dopo il
concerto al San Filippo, il jazz si allarga al centro storico.
La musica entra nei cortili, passa per i palazzi e raggiunge le
piazze. Il programma continuerà in serata sulla Scalinata di San
Bernardino e poi in piazza Chiarino. Domani, la seconda e ultima
giornata.
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