“No all’innalzamento della flat tax
sui redditi autonomi oltre i 100mila euro. È iniquo e uno
schiaffo al principio di equità e di coesione. E un’offesa verso
lavoratori e pensionati che pagano più del doppio delle tasse
guadagnando meno della metà”. Così la segretaria generale della
Cisl, Daniela Fumarola, a un evento della Cisl a Roma attacca la
proposta della Lega di ampliare il regime fiscale agevolato
delle flat tax per le partite Iva in vista della prossima legge
di bilancio.
Per Fumarola invece bisognerebbe “estendere la riduzione
dell’Irpef al ceto medio, portando a 60mila euro la soglia oltre
la quale scatta l’aliquota più alta, e restituire il drenaggio
fiscale che l’inflazione si porta via. Detassare le tredicesime
e confermare la detassazione su premi di produttività e utili
distribuiti ai lavoratori. Alleggerire le tasse su lavoro
notturno, festivo e a turni. Rivalutare pienamente le pensioni e
allargare la platea della quattordicesima. Le coperture ci sono
se si ha il coraggio di cercarle: quasi cento miliardi di
evasione l’anno, basta con le rottamazioni, un contributo di
solidarietà da rendite ed extraprofitti. Il conto, questa volta,
non lo devono pagare i lavoratori” ha detto.
“Il fisco – ha proseguito – deve fare la sua parte,
rafforzando la progressività e facendo pagare il giusto alle
rendite di posizione e alla finanza speculativa”. Ma per
Fumarola niente patrimoniale. “La patrimoniale in Italia esiste
già – dice – sta nell’articolo 53 della Costituzione, si chiama
progressività, e va semplicemente realizzata. Non con una tassa
una tantum che fa scappare i capitali, ma con un sistema in cui
ogni reddito, da qualunque fonte provenga, contribuisca secondo
la propria capacità. Oggi non è così: la progressività pesa
quasi soltanto su dipendenti e pensionati, mentre quote
crescenti di reddito escono dall’Irpef con aliquote piatte”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








