L’Africa australe si
prepara ad affrontare una stagione estiva con temperature
elevate e più secca del normale. In Sudafrica, i modelli
climatici indicano una crescente probabilità di precipitazioni
inferiori alla media nelle aree a pioggia estiva, accompagnate
da temperature superiori alla norma e da un aumento della
frequenza delle ondate di calore.
La World Meteorological Organization (Wmo) prevede che El
Nino continuerà a intensificarsi tra agosto e ottobre,
accompagnato da un “Indian Ocean Dipole” positivo che porta
temperature dell’acqua più alte nelle acque del Oceano Indiano
occidentale, e risulterebbe in una combinazione in grado di
accentuare il rischio di siccità, ondate di calore e incendi
nelle regioni dell’Africa meridionale affacciate sull’Oceano
Indiano.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto il settore agricolo.
Circa l’80% delle coltivazioni sudafricane dipende dalle
precipitazioni naturali e la riduzione delle piogge potrebbe
compromettere produzioni strategiche come mais e cereali.
L’allerta si estende all’intera regione della Southern African
Development Community (Sadc). In Botswana il governo ha già
espresso timori per l’aumento del rischio di incendi che
potrebbero avere ripercussioni devastanti sia sulle comunità che
sugli ecosistemi animali e sul turismo naturalistico, settore
chiave dell’economia nazionale. Secondo la Banca Africana di
sviluppo, i danni economici per i Paesi del continente
potrebbero raggiungere cifre tali da annullare la crescita
economica, si rischiano tra 10 e 20 miliardi di dollari con
danni alle infrastrutture e aumento dell’insicurezza alimentare.
Milioni di persone potrebbero risultare esposte a maggiori
rischi di carenze alimentari.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








