(di Francesco Gallo)
Mentre ai piani alti si combatte
ancora la battaglia al Box Office tra ‘L’Odissea’ di Christopher
Nolan e ‘Spider-Man Brand New Day’ di Daniel Cretton, escono in
sala alla spicciolata solo pochi film in cerca di qualche
visibilità.
Si tratta questa settimana di un tris di opere che vanno dal
thriller fino all’horror, genere che, come è noto, va fortissimo
in estate.
BORGO thriller/drammatico francese diretto da Stéphane
Demoustier con protagonista la straordinaria Hafsia Herzi agente
penitenziario. Nel segno dell’ambiguità, della contaminazione e
soprattutto del difficile equilibrio tra guardie carcerarie e
detenuti, arriva in sala questa sorta di polar carcerario da non
perdere anche solo per vedere in azione la recitazione metallica
e ultra minimalista di Hafsia Herzi che ha vinto un
meritatissimo César 2025 proprio per questo film. È lei Mélissa,
32 anni, silenziosa ed efficiente agente penitenziaria che
insieme al marito Djibril, eternamente disoccupato, e ai loro
due figli lascia la Francia continentale troppo cara e si
trasferisce in Corsica, cercando un nuovo inizio. Viene
assegnata al centro penitenziario di Borgo, vicino a Bastia, un
carcere all’avanguardia con equilibri molto diversi da quelli a
cui è abituata.
GRETA E LE FAVOLE VERE di Berardo Carboni, con Raoul Bova,
Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore. Il film,
presentato anche alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival, in
anteprima Fuori Concorso, vede al centro della storia Greta
(Sara Ciocca), una bambina di dieci anni che guarda il mondo con
occhi limpidi e determinati. Ispirata dalle battaglie
ambientaliste di Greta Thunberg, decide che non basta più
osservare: bisogna agire. Così, insieme all’amico Sauro (Mattia
Garaci), libera un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero da
due bracconieri. È un gesto istintivo, quasi ingenuo, ma
destinato a cambiare tutto. Scoperti e braccati, i due bambini
scelgono di non tornare indietro e si lanciano in un’impresa
impossibile: riportare l’animale al Polo Nord.
HOKUM horror di Damian Mc Carthy. Quando lo scrittore Ohm
Bauman (Adam Scott) arriva in un remoto hotel nel cuore
dell’Irlanda per spargere le ceneri dei suoi genitori — che
proprio lì avevano trascorso la loro luna di miele — quello che
dovrebbe essere un semplice viaggio di commiato si trasforma
rapidamente in un incubo.
L’albergo custodisce un segreto che nessuno vuole nominare: al
piano superiore, una stanza nuziale è chiusa da anni, e il
personale — all’apparenza attento e professionale — sembra voler
nascondere qualcosa. Cosa si cela dietro quella porta?
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