In Italia ci sono 400mila imprese
guidate da under 35, di cui oltre la metà operano nel terziario
di mercato. Negli ultimi sette anni, se ne sono perse
complessivamente quasi 67mila (- 14,3%) e la loro incidenza sul
totale è scesa dal 9,1% all’8%. Nel terziario di mercato la
contrazione è stata di oltre 47mila imprese (-15,4%), con una
quota sul totale passata dal 10,9% al 9,7%. Questo settore
continua comunque a registrare un’incidenza significativamente
più elevata di imprese giovanili rispetto agli altri comparti
dell’economia complessivamente considerati (9,7% contro il 6%).
E quanto emerge dall’analisi realizzata per il XVII Forum
nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio a Milano.
Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli “stiamo
affrontando un cambiamento radicale come persone e come
imprese” e “le imprese, in particolare le nuove imprese, devono
imparare a navigare l’imprevisto e, talvolta, l’imprevedibile.
Ed è una responsabilità per il sistema della rappresentanza a
partire da quella dedicata ai giovani imprenditori. Perché sono
proprio loro che quando decidono di fare impresa, lo fanno per
la maggior parte proprio nei settori che Confcommercio
rappresenta”.
Il presidente Giovani Imprenditori di Confcommercio, Matteo
Musacci, sottolinea che i dati dimostrano che “le imprese
giovani portano sostenibilità e innovazione e assumono giovani
lavoratori. Ecco perché non ci convince quando vediamo che il
dibattito pubblico si concentra su misure per incoraggiare
l’occupazione giovanile e non si pensa invece a valorizzare le
giovani imprese e i giovani che fanno impresa”. “Chiediamo –
afferma Musacci – regole chiare e giuste e politiche che
investano su chi decide di intraprendere investendo le proprie
risorse, le proprie energie e la propria identità”.
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