Tra il 2011 e il 2024 il 6% dei
giovani italiani tra i 18 e i 34 anni ha lasciato il Paese, e
oltre la metà è laureata. Quasi il 60% trova lavoro all’estero
proprio nelle professioni in cui le imprese italiane non trovano
personale. È il quadro dei dati Ocse 2026 presentati da Marco
Gallo, managing director di Hrc Community, la rete che riunisce
i direttori del personale di grandi aziende italiane e
internazionali, al summit Future@Work 2026 in corso all’Inps a
Roma con oltre 100 direttori HR. A frenare l’attrattività,
secondo il Rapporto giovani expat Cnel 2025 illustrato da Giulio
Buciuni (Trinity College di Dublino), sono gli stipendi
d’ingresso: circa 30mila euro lordi per un neolaureato in Italia
contro 45mila, in media, all’estero.
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