Le scuole municipali della
città di Manaus, capitale dello stato brasiliano di Amazzonia,
sono state chiuse a causa del fumo provocato dagli incendi che
dilagano in tutta la regione intorno alla metropoli, mentre le
autorità raccomandano alla popolazione di usare mascherine per
proteggersi dall’inquinamento. Nei primi dieci giorni di
ottobre, lo Stato di Amazzonia ha registrato 1.380 focolai, il
271% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La siccità,
aggravata dal fenomeno climatico El Nino, sta rendendo più
difficile contenere le fiamme. Il ministero dell’Ambiente ha
definito la situazione più grave del previsto, segnalando
incendi anche in aree integre della foresta. Per contrastarli è
stata mobilitata una task force composta da 290 operatori e
supportata da 11 aerei ed elicotteri. Le operazioni si
concentrano, tra le altre zone, ad Autazes e Itacoatiara. A
Parintins è stato inviato anche un velivolo KC-390
dell’Aeronautica militare, capace di sganciare fino a 12.000
litri d’acqua in un solo passaggio. La polizia indaga su
possibili incendi dolosi: a settembre sono stati registrati 69
casi legati a reati ambientali nello Stato. Manaus ha registrato
un lieve miglioramento della qualità dell’aria dopo le piogge
della notte, ma resta la città con l’aria più inquinata del
Brasile, secondo la piattaforma IQAir. La concentrazione di
particelle fini è risultata pari a 31 microgrammi per metro
cubo, oltre sei volte il valore di riferimento annuale indicato
dall’Organizzazione mondiale della sanità.
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