È stato il primo a prendere la parola al vertice di Arraiolos in Slovenia. «Il più anziano e il più rispettato» lo definisce la presidente della Slovenia Pirc Musar e anche per questa ragione le parole di Mattarella sono state ascoltate e – soprattutto – condivise. Tre sono stati i concetti fondamentali che, del resto ripete da tempo ma alla luce del Consiglio europeo, acquistano ancora più senso.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIPiù Ue: agire da soli è autolesionismoPrimo: l’Europa si trova dinanzi «sfide straordinarie» che non possono essere affrontate da singoli Paesi, serve quindi una dimensione europea. Pensare di poter fare da soli – dice il capo dello Stato – sarebbe «una fuga dalla realtà, un atto di autolesionismo».Loading…Europa: decisioni più snelleSecondo: in questa dimensione serve dotare l’Ue «di modalità di decisione più snelle e veloci. Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subirebbero le scelte».Le scelte cruciali sul quadro finanziarioTerzo: il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale Ue è «decisivo» perché non si tratterà solo di distribuzione di risorse ma di visione del futuro e quindi del «livello di ambizione con cui l’Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Mi auguro che sia adeguatamente ambizioso».Difesa Ue: la partita con PutinNaturalmente torna a parlare di difesa comune, argomento sul tappeto non da ora ma da quando Putin decise di invadere l’Ucraina e – ancora di più – dopo il progressivo disallineamento di Trump dal conflitto russo-ucraino. E anche per questo dice che «non occorrono molte parole riguardo alla necessità della difesa comune, interoperabilità dei nostri strumenti militari, sia perché condizione indispensabile per la difesa comune sia per rafforzare la Nato sul versante europeo, per ripristinare l’equilibrio rispetto alla postura della Russia». Equilibrio, aggiunge, che è «garanzia della pace, vanificando tentazioni di aggressività». Insiste, poi, come fa da tempo sul dossier dell’allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e Moldova ma, precisa, «una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione».







