L’Università di Trieste analizzerà
il Dna dei caduti dell’equipaggio del sommergibile Scirè per
identificarli. Oggi è stato firmato un protocollo d’intesa tra
Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della
Difesa, Università di Trieste e Università “Aldo Moro” di Bari.
I resti dei caduti sono sepolti nel Sacrario Militare dei Caduti
d’Oltremare di Bari. L’accordo rientra nelle attività di
recupero e valorizzazione del patrimonio storico e umano legato
alla Seconda Guerra Mondiale e nel più ampio progetto di
conservazione e tutela della memoria dei soldati italiani
caduti.
In particolare, l’Istituto di Medicina Legale dell’Università
di Bari si occuperà degli esami antropometrici, l’Istituto di
Medicina Legale dell’Università di Trieste condurrà l’analisi
del Dna. I due Atenei riceveranno in consegna 14 delle 42
cassette ossario per effettuare lo studio di fattibilità per
appurare la possibilità di identificare i caduti.
Il Sommergibile Scirè, costruito nei cantieri di Muggiano
(Milano), varato il 6 gennaio 1938, entrò in servizio il 25
aprile 1939 e ricevette la bandiera di combattimento il 19
giugno; il 18 dicembre 1941 in una incursione nel porto di
Alessandria d’Egitto danneggiò le corazzate inglesi Queen
Elizabeth e Valiant. Ma il 10 agosto 1942 nel viaggio da Lero ad
Haifa fu attaccato e affondato da una corvetta britannica con i
60 membri dell’equipaggio, i cui corpi – tranne 16, ancora in
fondo al mare – furono recuperati nel corso degli anni. La
mancanza di segni distintivi o elementi di riconoscimento, però,
non ha consentito finora l’identificazione dei Caduti e sono
classificati come “ignoti”.
A firmare l’intesa oggi sono stati il capo dell’Ufficio per
la tutela della cultura e della memoria della Difesa, Gen. C.A.
Andrea Rispoli, la rettrice UniTS Donata Vianelli con il prof.
Paolo Fattorini, e il rettore dell’Università di Bari Roberto
Bellotti con i docenti Valeria Santoro e Francesco Introna.
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