A giugno dello scorso anno, dopo
l’entrata in vigore del Decreto sicurezza che vieta la cannabis
light, la Guardia di finanza di Aosta aveva sequestrato 200
chili di ‘erba’ a un valdostano, Giampiero Semeraro, di 39 anni,
che ora è finito sotto processo con l’accusa di detenzione di
sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Questa mattina si è
tenuta la prima udienza, e il difensore dell’imputato, Alessio
Iannone, ha chiesto e ottenuto dal giudice monocratico Marco
Tornatore un rinvio del processo in attesa che sulla questione
si pronunci la Corte costituzionale.
I giudici dovranno esprimersi sulla legittimità costituzionale
dell’articolo 18 del decreto sicurezza, approvato dal governo
Meloni il 4 aprile del 2025, che vieta commercio e lavorazione
della cannabis, anche quella senza principio attivo. Semeraro
dal 2018 aveva iniziato a coltivare ‘legalmente’ la cannabis e
poi a venderla.
”Il mio cliente si è visto sequestrare tutta la cannabis che
aveva ancora in magazzino – spiega l’avvocato Iannone -, lui
aveva un’attività regolare, con tanto di partita Iva e codice
Ateco. Ma dalla sera alla mattina, con l’entrata in vigore del
Decreto sicurezza, è stata vietata la commercializzazione. Per
cui, ora il mio assistito deve rispondere di gravi accuse e
rischia una pena molto severa”. Aggiunge il legale: ”Per noi
ci sono vari aspetti di costituzionalità e ora stiamo aspettando
che la Corte si pronunci, per questo abbiamo chiesto che il
processo venga sospeso. Aspetto non secondario: il decreto
poneva fuori legge la sostanza senza neppure indicare come poter
fare a smaltirla”. La pubblica accusa non si è opposta alla
richiesta della difesa di rinvio.
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