E’ stato aggiornato al 24 marzo il
processo per le vittime della piena improvvisa del fiume
Natisone, in cui morirono tre giovani il 31 maggio del 2024. E’
stato deciso al termine dell’udienza per l’ammissione dei circa
50 testi che sfileranno in aula nelle prossime settimane.
Da oggi sono entrati nel processo anche il Ministero
dell’Interno e l’Agenzia Regionale di Coordinamento per la
Salute del Friuli Venezia Giulia, che saranno chiamati a
risarcire i parenti delle vittime qualora venisse riconosciuto
loro tale diritto.
In aula c’era anche il Procuratore della Repubblica di
Udine, Massimo Lia che, al termine dell’udienza, ha incontrato i
giornalisti.
“In aula saranno ascoltate tutte le telefonate che sono
intercorse tra una delle vittime e la centrale operativa,
saranno inoltre proiettati video e fotografie di quanto
accaduto. Siamo persuasi di aver raccolto testimonianze molto
importanti, supportate da indagini e verifiche tecniche, tese a
verificare i tempi dei soccorsi che avrebbero potuto salvare la
vita alle vittime”.
A supportare i tre vigili del fuoco imputati – che al pari
dell’infermiere della Sores Fvg hanno preferito non partecipare
all’udienza odierna – c’erano i colleghi del Comando di Udine ma
anche degli altri tre comandi regionali: nei mesi scorsi hanno
anche promosso una raccolta fondi, per anticipare le spese
legali, che ha raccolto già oltre 100mila euro.
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