(di Luciano Fioramonti)
Lunghi applausi ieri alla messa in
scena di Robert Carsen del capolavoro di Georg Friedrich Händel
”Il trionfo del Tempo e del Disinganno”, al debutto italiano
al Teatro dell’Opera di Roma. Il regista canadese ha replicato
nella capitale il successo riscosso nel 2021 a Salisburgo dove
lo spettacolo è stato presentato per la prima volta con il
direttore d’orchestra Gianluca Capuano sul podio come in questa
occasione. L’oratorio, composto nel 1707 proprio a Roma dal
musicista allora appena ventiduenne su libretto del cardinale
Benedetto Pamphilj, nell’allestimento realizzato in
collaborazione con il festival salisburghese diventa una
parabola sulla fama effimera e sull’ossessione della bellezza
alimentata dal martellamento mediatico di tv e riviste glamour.
Una scelta vincente che ha dato movimento a una vicenda senza
trama, incentrata sul confronto di personaggi allegorici,
appunto Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno.
L’avvio, con il palcoscenico incorniciato come il set di un
talent show,è affidato al documentario sul gruppo di concorrenti
riuniti a Roma per la finale del ”World’s Next Top Model
2026”. La giuria premia Bellezza, interpretata dal soprano
svedese Johanna Wallroth, che in breve verrà risucchiata nel
frullatore della macchina del successo, tra programmi tv – con
due cameramen e un operatore di steadycam che hanno ripreso in
diretta sul palco i protagonisti doppiando immagini e punti di
vista – sfilate, prime pagine delle grandi testate di moda,
discoteche e night club, alcol, sesso e cocaina. Piacere, resa
con efficacia dal mezzosoprano lucano Anna Bonitatibus, promette
alla giovane che la sua bellezza non svanirà a condizione di
affidarsi totalmente a lei.
Tempo, il tenore britannico Ed Lyon, e Disinganno, il
controtenore Raffaele Pe, già applaudito al Costanzi nel 2023
nel Giulio Cesare di Händel, la mettono in guardia invitandola
rifiutare l’illusione delle strade facili accettando i limiti
della condizione umana e a cercare la verità. Davanti a un
enorme specchio fluttuante Bellezza vede se stessa bambina e i
suoi sogni e la sua immagine in età avanzata quando il suo
aspetto sarà un lontano ricordo (”io credea d’ esser bella e
son deforme”). Alla fine Piacere fuggirà (”Se l’ inganno è il
mio solo alimento, come viver io posso nel vero?”) e Bellezza
tra le lacrime di pentimento si affiderà a Dio per proseguire il
suo cammino. La lettura di Carsen ha dato una veste attuale
molto convincente alla composizione di Händel, riflessione
filosofica in cui la musica meravigliosa esprime i movimenti
interiori dei personaggi.
Proprio nei passaggi più intimi e sussurrati, in particolare
Piacere nell’ aria ”Lascia la spina, cogli la rosa” e
Bellezza nel finale ‘Tu del ciel ministro eletto’, le voci di
Anna Bonitatibus e Johanna Wallroth, assecondate dall’ orchestra
guidata da Capuano, hanno lasciato maggiormente il segno.
Applausi agli altri interpreti, ai ragazzi e alle ragazze
impegnati nei movimenti coreografici di Rebecca Howell, alle
scene e ai costumi di Gideon Davey, e alle luci curate dallo
stesso Carsen con Peter Van Praet. Le repliche sono in programma
il 9, 11, 12 e 14 aprile.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA







