Pur ritenendo “la sussistenza di una pubblicità ingannevole”, come aveva già indicato l’Agcom, e quindi la “natura decettiva di quei messaggi pubblicitari” usati per promuovere via web il pandoro Pink Christmas e le uova di Pasqua, il giudice di Milano non ha potuto entrare nel merito processuale della vicenda in quanto è caduta l’aggravante della minorata difesa dei consumatori e follower di Chiara Ferragni.
Lo si legge nelle motivazioni con cui Ilio Mannucci Pacini, lo scorso gennaio, ha prosciolto la influencer e altre due persone accusate dai pm di truffa aggravata. Inoltre è stato osservato che “gli elementi acquisiti nelle indagini e utilizzabili nell’ambito del rito abbreviato non consentono di formulare un giudizio di proscioglimento” o di assoluzione “nel merito” in quanto il quadro è “quantomeno dubbio sulla loro mendacità e sulla idoneità ingannatoria”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








