Il governo del Perù ha dichiarato lo
stato di emergenza per 60 giorni a Pisco e San Andrés, due
distretti situati nella regione costiera di Ica a sud della
capitale. Il provvedimento, varato per arginare l’ondata di
criminalità, sospende quattro diritti costituzionali, tra cui
l’inviolabilità del domicilio e la libertà di riunione. La
polizia manterrà l’ordine interno con il supporto delle Forze
Armate e per i grandi eventi servirà un permesso preventivo.
L’esecutivo ha prorogato la misura eccezionale anche in
diverse province delle regioni di Tumbes e La Libertad e in
alcune zone strategiche del Paese. Queste decisioni ampliano la
stretta sulla sicurezza già in vigore da settimane a Lima e nel
vicino Callao, dove le autorità puntano a “far fronte alla
criminalità e ad altre situazioni di violenza”.
Il piano di intervento governativo prevede inoltre severi
controlli carcerari con la sorveglianza militare, test della
macchina della verità per il personale penitenziario e
l’abbattimento di antenne illecite. Nelle prigioni sarà
applicato il blocco elettrico all’interno delle celle per
isolare e impedire le comunicazioni della malavita.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









