I dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026 restituiscono un’Italia segnata da circa 404.809 denunce totali di infortuni occorsi in occasione lavorativa, un aumento del 5,4% rispetto all’anno passato. Lo fa notare l’Anmil, l’Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro in occasione della 76/esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si celebra oggi, 11 ottobre.
Con l’aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale, afferma l’associazione, “si smentisce anche quella minima variazione in negativo dei primi sette mesi dell’anno. Da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita e le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542”.
L’Anmil chiede quindi di istituire il reato autonomo di ‘omicidio sul lavoro’ nell’ordinamento giuridico italiano. “Non si tratta di giustizialismo, – afferma il presidente Amedeo Bozzer, ricordando la proposta di legge presentata alla Camera il 19 marzo 2026 e attualmente all’esame della Commissione Giustizia – bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori. Un’era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia. Una Procura che faccia finalmente scuola, reale e non solo di facciata”, rincara.
Le celebrazioni nazionali si svolgono quest’anno a Longarone (Belluno), in ricordo del disastro del Vajont, con il patrocinio del Comune di Longarone, della Regione del Veneto e della Provincia di Belluno.
Mattarella: ‘La Carta tutela la sicurezza sul lavoro, serve prevenzione’
In occasione della Giornata nazionale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al presidente dell’Anmil Bozzer un messaggio in cui sottolinea che la scelta di Longarone richiama uno dei più gravi disastri ambientali avvenuti nel nostro Paese e suona monito di quanto sia necessario porre la vita e la dignità di ciascuna persona al centro di ogni scelta, a partire da quelle collettive e da quelle che caratterizzano i contesti di produzione e di lavoro”.
“La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – prosegue il capo dello Stato – trova il suo fondamento nei principi della Costituzione. Da essi discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro. Il ruolo dell’Anmil, libera associazione diretta a sostenere con le sue attività, anche di rappresentanza, gli infortunati, i superstiti e le loro famiglie, è prezioso. Si tratta di un impegno che unisce alla tutela dei diritti il sostegno concreto alle persone e l’accompagnamento nei percorsi di inclusione e di reinserimento sociale e lavorativo, dopo l’infortunio. In questo senso, Anmil opera come vero e proprio agente della Costituzione. Alle vittime degli incidenti sul lavoro e alle loro famiglie va il commosso pensiero e l’impegno della Repubblica. Questa Giornata richiama istituzioni e forze sociali a una responsabilità non eludibile: fare della prevenzione un’attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge”, conclude il presidente.
La ministra Calderone: ‘La memoria delle vittime sul lavoro orienti le nostre scelte’
“Longarone ci richiama a una delle più grandi tragedie della nostra storia il disastro del Vajont del 9 ottobre ’63. È un luogo che ci ricorda quanto possano essere devastanti le conseguenze quando i rischi vengono sottovalutati e quanto sia indispensabile fare della prevenzione una responsabilità concreta e quotidiana”. Lo afferma la ministra del Lavoro, Marina Calderone, in un videomessaggio per la Giornata nazionale delle vittime sul lavoro.
“La memoria non serve soltanto a ricordare, serve soprattutto a orientare le nostre scelte. La prevenzione rappresenta la prima e più importante forma di tutela della vita e della dignità delle persone. La sicurezza sul lavoro si costruisce intervenendo prima che si verifichi un incidente, prima che un rischio si trasformi in una tragedia, prima che una famiglia debba fare i conti con una perdita irreparabile”, aggiunge, “è questa la direzione che il governo ha scelto di rafforzare con il decreto legge numero 159 del 2025, il più ampio intervento organico in materia di salute e sicurezza sul lavoro dagli anni del testo unico del 2008”.
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