DIVIER NELLI, SEMPLICITA’ DEGLI
UOMINI (OLO EDITORE, PP 439, EURO 19).
Universi paralleli, scelte, identità e occasioni mancate:
Divier Nelli torna con ‘Semplicità degli uomini’, in libreria
per Olo Editore, in cui compie anche un gioco irriverente con la
letteratura stessa. Fantascienza, filosofia, ironia e arditezza
linguistica si scontrano in un susseguirsi di situazioni. Perché
forse la cosa meno semplice, per un uomo, è capire quale delle
proprie vite sia davvero la propria.
A causa di un temporale dieci uomini sono chiusi in una stanza.
O forse è uno, ripetuto fino a diventare insopportabile.
Altrove, su Marte, tra polvere, burocrazia, propaganda e
violenza, la frontiera ha imparato una lingua sporca.
‘Semplicità degli uomini’ nasce nella frattura tra il romanzo
che uno scrittore sta correggendo e la realtà che non riesce più
a restare fuori dalla pagina.
Nelli, classe 1974, scrittore, editor e insegnante di
narrazione, ha esordito nel 2002 con ‘La Contessa’ (Passigli)
che si muoveva tra noir, romanzo sociale e narrativa
speculativa. Tra gli altri che sono seguiti Il giorno degli
orchi (Guanda), Posso cambiarti la vita e Deus est machina?
(Vallecchi).
In ‘Semplicità degli uomini’ ha costruito una macchina narrativa
feroce, fatta di urti, slittamenti, accelerazioni, invenzioni
linguistiche e generi che si consumano a vicenda. Un romanzo
-mondo, fluviale e composito, tra distopia e follia inventiva.
Lo scrittore nei suoi romanzi esplora le crepe dell’identità
contemporanea, il rapporto con la tecnologia e le zone più
ambigue della coscienza. Esperto di IA, le sue opere più recenti
spingono la ricerca verso forme innovative, sovvertendo
strutture, prospettive e confini tradizionali della narrazione.
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