Il provvedimento sul tetto agli
studenti stranieri in classe, secondo quanto ricostruito dai
sindacati di categoria, riguarderebbe meno di 40mila studenti, i
cosiddetti Nai, neo arrivati in Italia, cioè studenti stranieri
inseriti da meno di 24 mesi con conoscenza scarsa o nulla
dell’italiano. Questi giovani e giovanissimi sono circa il 4%
dei 900mila studenti stranieri in Italia, complessivamente circa
lo 0,46% di tutti gli alunni delle scuole italiane secondo
calcoli della Federazione della conoscenza della Cgil.
In Italia gli alunni con cittadinanza non italiana sono
circa 930.000, l’11,6% del totale degli iscritti ma quasi due
terzi di questi studenti (circa il 65%, oltre 607.000) sono in
realtà nati in Italia.
La categoria dei Nai rappresenta quindi solo una quota
minoritaria e fluttuante all’interno del totale degli alunni
stranieri, circoscritta unicamente a chi è arrivato di recente
per via di nuovi flussi o ricongiungimenti familiari e sta
affrontando il primo impatto linguistico.
I rapporti Invalsi evidenziano – evidenzia Skuola.net – che
mentre ai primi anni delle elementari il divario di
apprendimenti tra studenti italiani e stranieri sono molto
forti, con gli anni diminuiscono notevolmente e che soprattutto
le seconde generazioni (ovvero chi è nato in Italia o si è
trasferito da piccolo) dimezzano lo svantaggio.
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