(di Francesco Gallo)
“Anastasia è una donna che si
percepisce non più giovane e che sente di avere ormai poco
tempo. A un certo punto, però, si rifà vivo quell’amore in cui
lei aveva sempre sperato, ma che non aveva mai concretizzato, e
scompiglia la sua rigidità di donna forte che mantiene la
famiglia con il suo negozio e gestisce un po’ tutto”. Così
Marianna Fontana racconta all’ANSA il suo personaggio in
‘Interno Familiare’, primo lungometraggio di finzione di Paolo
Coletta, compositore e drammaturgo teatrale, che passa alla
Festa di Roma (13-25 ottobre) nella sezione Freestyle.
Il film, tratto dall’omonimo racconto di Anna Maria Ortese,
contenuto nella raccolta ‘Il mare non bagna Napoli’ (Adelphi),
ci porta appunto alla vigilia di Natale nella città partenopea.
Qui troviamo Anastasia Finizio (Fontana) che scopre che Antonio,
il suo grande amore del passato, è tornato in città e comincia
ad immaginare quello che sarebbe potuto essere. Da qui il
racconto di sole ventiquattr’ore in cui questa donna si
relaziona con la sua famiglia e soprattutto con il suo
immaginario in un film musicale – ma ‘non un musical’ ci tiene a
dire Coletta – in cui gran parte dei dialoghi dei personaggi,
specie quelli prodotti dalla fantasia, sono cantati con dei
recitativi. E questo perfettamente in linea con il realismo
magico di Anna Maria Ortese. “‘Sarà un po’ un’opera buffa,
qualcosa che tu non hai mai fatto’, mi aveva avvertito Coletta e
anche questa operazione era certamente fuori dal normale”, dice
l’attrice.
Quanto conta l’immaginazione per la ventinovenne Marianna
Fontana? “Facendo questo lavoro, tantissimo – risponde – proprio
come accade ad Anastasia. Per fare l’attore devi restare sempre
un bambino che, quando gioca, immagina mondi che non esistono e
crede anche fortemente a quei mondi. Il teatro lo insegna e
anche la recitazione”.
Fontana è stata suora (L’ultima volta che siamo stati
bambini), operaia (Luce), sacerdotessa (Romulus) e pastorella
(Capri Revolution), cosa desiderebbe interpretare oggi che non
le hanno mai proposto? “Uno dei miei grandissimi desideri è
interpretare Giovanna d’Arco, un ruolo al quale, tra l’altro, mi
sono avvicinata un pochino facendo la sacerdotessa nella serie
Romulus. È un personaggio che mi piacerebbe davvero esplorare e
non solo al cinema, ma anche in teatro. Amerei molto raccontare
le donne che hanno fatto la storia. Ad esempio mi viene in mente
un personaggio iconico come Nellie Bly, pioniera del giornalismo
femminile. Amo molto i personaggi che si ribellano e che cercano
emancipazione”.
Da ragazzina aveva un piano B? “Ho iniziato con la musica da
molto piccola, ho studiato canto jazz al conservatorio, poi è
arrivato il cinema. In questo senso ho tante cantanti di
riferimento come Billie Holiday, Amy Winehouse e Chavela
Vargas”. Come vede il cinema italiano di oggi? “Abbiamo bisogno
di storie forti e che abbiano davvero una loro necessità, quindi
mi piacerebbe vedere più progetti e allo stesso tempo più voglia
di rischiare”. Nel futuro? “Da novembre a gennaio sarò in
tournée teatrale con ‘I fratelli De Filippo’ di Sergio Rubini, e
poi vediamo cosa arriva”.
Tra gli interpreti d’Interno familiare’ – una produzione
Leocadia Produzioni e Mad Entertainment, in coproduzione con
Mact Productions – anche Mariangela D’Abbraccio, Giovanna
Sannino, Peppa Talamo, Ludovica Schiano di Zenise, Stanislao
Capissi, Daniele Di Pietro, Giuseppe De Simone, Viviana Cangiano
e Serena Pisa.
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