(di Laura Valentini)
Riemerge poco a poco la tavolozza
brillante di colori del Giudizio Universale di Michelangelo:
sono infatti in corso a pieno ritmo, dietro l’enorme ponteggio
schermato da un’immagine riproducente il dipinto, i lavori di
manutenzione straordinaria del grande affresco realizzato tra il
1536 e il 1541 per decorare la parete dietro l’altare della
Cappella Sistina. L’obiettivo è di terminare l’intervento entro
la Settimana Santa, come spiegato oggi in un punto stampa cui
hanno preso parte oltre alla Direttrice dei Musei Vaticani
Barbara Jatta anche tutti gli altri responsabili dei settori
interessati dalla ripulitura che restituirà il capolavoro del
Buonarroti al suo splendore originario. “Erano 32 anni che non
si metteva mano al Giudizio” spiega Jatta riferendosi al
restauro completato nel 1994 sotto la supervisione dell’allora
Direttore Carlo Pietrangeli.
In realtà quello in corso “non è un restauro – precisa Jatta
– è una manutenzione straordinaria, molto semplice: si tratta
solo di levare questo strato superficiale di sale, questo
lattato di calcio depositato negli anni e lo si fa attraverso un
impacco di acqua distillata e carta giapponese. Quindi è un
procedimento molto rapido e ad esso lavorano sui sette piani del
ponteggio i nostri restauratori del Laboratorio di restauro
Dipinti e materiali lignei, i nostri tecnici del gabinetto di
ricerca scientifica, l’ufficio del Conservatore e noi come
storici dell’arte e direzione chiaramente veniamo a monitorare
il lavoro, ma soprattutto a essere parte di un evento
straordinario che riguarda i Musei Vaticani in queste
settimane”.
Grazie al monitoraggio annuale effettuato sull’opera ci si era
infatti resi conto che si era creata una patina uniforme
soprattutto in alcuni punti in prossimità di passaggi d’aria,
ovvero una finestra e la porta di uscita. Dopo un anno e mezzo
di studi e alcuni piccoli prelievi il responsabile è stato
individuato nel lattato di calcio che si forma come un velo a
causa della traspirazione corporea dei visitatori. Si tratta di
una sostanza facilmente rimovibile, con impacchi di carta
giapponese imbevuta di acqua deionizzata. Questa mattina le
professionalità al lavoro hanno mostrato l’operazione in corso
sul Giudizio a circa centoventi giornalisti portandoli a gruppi
sui sette piani di impalcature poste a ridosso dei 180 metri
quadri dell’affresco più famoso al mondo. Come spiega all’ultimo
piano del ponteggio Fabrizio Biferali, il Curatore del reparto
Arte rinascimentale dei musei che ha competenza sulla Cappella
Sistina, “l’intervento di pulitura sarà molto rapido, effettuato
a turno da due gruppi di dieci restauratori che lavoreranno
insieme e non faranno che rimuovere questa sottilissima patina
biancastra che è una stratificazione di fatto di acido lattico”
il cui accumulo si deve anche al cambiamento climatico e al
maggior riscaldamento della superficie terrestre. Paolo Violini,
Restauratore Capo presso il Laboratorio Restauro Dipinti dei
Musei Vaticani spiega che il deterioramento “nell’insieme si
notava poco. Da sotto pero’ non riuscivo a vedere più i colori
che ricordavo dopo il restauro di 30 anni fa , questo
chiaroscuro forte questa volumetria plastica quasi scultorea,
era tutto un po’ attutito: poi ho capito che non era un mio
problema ma era questa patina biancastra ad affievolire la
lettura dell’opera”. Michelangelo, racconta Biferati, “si
riteneva uno scultore e fu ‘obbligato’ a dipingere la Cappella
Sistina prima da zero e cioè a partire dalla volta mentre il
Giudizio è un affresco molto successivo perché inizia a
dipingerlo dal 1536 e sarà completato nel ’41. Sono circa 5 anni
e mezzo di pitture” che hanno dato vita a un’opera di
“straordinarietà iconografica, un unicum sotto molti punti di
vista soprattutto proprio figurativo – spiega – a partire dagli
angeli perché sono senza ali, quindi l’artista non vuole rendere
distinguibili le figure angeliche dalle figure umane come a dire
che siamo tutti davanti al giudizio divino senza gerarchie
interne”
L’installazione del ponteggio è stata possibile grazie alla
cooperazione con la Direzione delle Infrastrutture e Servizi del
Governatorato dello Stato Vaticano. La pulitura dell’affresco è
sostenuta dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in
the Vatican Museums.
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