Costruivano armi ‘fantasma’
con stampanti 3D e le vendevano, insieme ad altri componenti
bellici e manuali tecnici, su piattaforme digitali e canali
della dark web. Così, nell’ombra, l’organizzazione brasiliana è
riuscita ad armare almeno 79 criminali e narcotrafficanti
aggirando i controlli sulle armi tradizionali. A scoprirlo è
stata la polizia civile di Rio de Janeiro, che ha lanciato
questa mattina l’operazione “Shadowgun”, una vasta offensiva
contro il sistema clandestino di produzione e vendita di
armamenti. Quattro persone sono state arrestate a San Paolo,
mentre sono ancora in corso 32 perquisizioni in undici stati del
Paese.
Le indagini sono partite dopo una segnalazione giunta al
laboratorio di operazioni cibernetiche del governo brasiliano.
Seguendo la pista digitale, gli inquirenti sono arrivati al
cuore della rete, nata intorno a un ingegnere ritenuto il
principale sviluppatore delle armi. Il professionista operava
sotto pseudonimo sui social dove pubblicava test balistici,
aggiornamenti dei progetti e istruzioni dettagliate per la
costruzione delle armi, tra cui un manuale tecnico dove spiegava
passo dopo passo come produrre una pistola semiautomatica con
una stampante 3D e materiali facilmente reperibili. Il materiale
circolava in forum online, reti sociali e dark web, creando un
vero ecosistema clandestino dedicato alla produzione di
armamenti non tracciabili. Secondo gli investigatori, il gruppo
aveva una struttura organizzata con ruoli definiti: supporto
tecnico, diffusione ideologica e gestione della propaganda. Le
attività venivano finanziate anche tramite criptovalute.
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