È nato in Piemonte il primo
bambino, grazie all’Odon device, una tecnica innovativa che
supporta con delicatezza la fase espulsiva del parto vaginale.
Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl di Biella,
diretto da Bianca Masturzo, è infatti uno dei quattro centri
selezionati in Italia per l’impiego di questo nuovo dispositivo,
insieme all’Azienda ospedaliero – universitaria di Parma, al
Policlinico Universitario Gemelli di Roma e alla Clinica
Mangiagalli di Milano.
A dicembre del 2025 i dati pubblicati dall’Agenzia del
Ministero della Salute, Agenas, avevano confermato i risultati
di rilievo nazionale, già registrati dal punto nascita
dell’ospedale di Biella nell’anno precedente in termini di
qualità dell’assistenza ostetrica durante il parto.
“Negli ultimi anni – commenta il direttore generale, Mario
Sanò – la struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl di
Biella è stata riconosciuta come centro di riferimento per la
buona pratica ostetrica, per il contenimento dei tagli cesarei e
per incidenza molto bassa di ipossia fetale al parto, con
percentuali inferiori alla media nazionale. Un risultato che
testimonia l’elevato livello di competenza e di attenzione alla
sicurezza materno-fetale raggiunto dall’équipe”.
L’ospedale di Biella rientra così entra tra i centri pionieri
in Italia nell’utilizzo dell’Odon Device, un innovativo
dispositivo progettato per assistere il parto nelle situazioni
in cui, nelle fasi finali del travaglio, è necessario aiutare la
nascita del bambino.
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