Le Borse europee proseguono deboli con i timori che la tregua tra Usa e Iran possa non tenere dopo gli attacchi di Israele al Libano. Una dinamica che pesa anche sui future su Wall Street che si confermano negativi.
Con lo stretto di Hormuz ancora chiuso rimbalza poi il petrolio. Il wti allunga (+5%) e supera i 99 dollari , il brent viaggia su quota 98 dollari al barile (+3,7%). Il prezzo del gas si consolida sopra 46 euro (+2%) al megawattora. Sempre in calo, invece, i metalli preziosi. L’oro cede lo 0,8% a 4.745 dollari e l’argento il 3,4% a 74,1 dollari l’oncia. Lo spread tra Btp e Bund è più o meno sui livelli dell’avvio a 78,8 punti, così come i rendimenti dei titoli di Stato. Il decennale italiano sale di 7 punti base al 3,77%, il tedesco è al 2,98% (+4 punti base) e l’Oat francese è al 3,62% (+5 punti base).
L’indice d’area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede mezzo punto percentuale con i tecnologici e i titoli legati ai consumi, ed in particolare al turismo, sotto vendita. A Milano (Ftse Mib -0,19% a 47.030 punti) la maglia nera è di Campari (-2%) seguita da Moncler (-1,84%) e Ferrari (-1,83%).
Poco mossi i bancari con Mps (+0,25%) unica in positivo. Bene i titoli dell’energia con Italgas (+2,36%), Saipem (+2,27%), Eni (+2,23%), Tenaris (+2,16%). Tra le altre Piazze la peggiore resta Francoforte (-1,2%) mentre in Germania la produzione industriale ha segnato un calo a febbraio dello 0,3%.
Parigi cede lo 0,88%, Madrid lo 0,55% e Londra lo 0,35%. Sul fronte del cambi l’euro si rafforza sul dollaro.
La moneta unica passa di mano a 1,1675 sul biglietto verde.
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