Il presidente di Cuba Miguel
Díaz-Canel ha riconosciuto il malcontento popolare per la
carenza di energia elettrica e la crisi economica sull’isola, ma
ha avvertito che “non saranno tollerati” atti di vandalismo come
quelli registrati nelle ultime 24 ore. “È comprensibile il
malessere che provocano nel nostro popolo i prolungati blackout,
conseguenza del blocco energetico degli Stati Uniti, crudelmente
intensificato negli ultimi mesi. Sono legittime le lamentele e
le richieste, sempre che si agisca con civiltà e rispetto
dell’ordine pubblico. Ciò che non sarà mai comprensibile,
giustificato né ammesso è la violenza e il vandalismo che
attentano alla tranquillità dei cittadini e alla sicurezza delle
nostre istituzioni. Per il vandalismo e la violenza non ci sarà
impunità”, ha scritto su X.
La dichiarazione arriva dopo le proteste scoppiate nella
notte a Moron, nella provincia di Ciego de Avila, dove centinaia
di persone sono scese in strada contro i lunghi blackout e la
scarsità di cibo. Al termine di una manifestazione inizialmente
pacifica, una parte dei partecipanti ha preso di mira la sede
locale del Partito comunista, unico partito legale nel Paese.
Dopo aver lanciato pietre contro l’edificio, alcuni sono entrati
all’interno provocando danni e appiccando un incendio davanti
all’ingresso con materiali prelevati dalla sede. Le forze di
sicurezza, intervenute per disperdere la folla, hanno arrestato
cinque persone.
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