Entro il 31 luglio tutti gli Stati
membri della Ue dovranno recepire la direttiva 2024/1799
finalizzata a incentivare la riparazione dei beni di consumo,
ridurre lo smaltimento prematuro dei prodotti riparabili e
contrastare il fenomeno dell’obsolescenza programmata. In base
alle nuove regole europee viene introdotto l’obbligo in capo ai
produttori di riparare, anche fuori dal periodo di garanzia
legale, un bene rotto o difettoso ma tecnicamente riparabile. È
previsto un modulo europeo che il riparatore dovrà consegnare al
consumatore prima di iniziare l’intervento con tutte le
informazioni sulla riparazione: tipologia degli interventi,
tempo necessario a completare il lavoro, prezzi, eventuale
prodotto sostitutivo.
Entro il 31 luglio del 2027, inoltre, dovrà essere realizzata
una piattaforma online europea per la riparazione per consentire
ai consumatori di trovare riparatori, venditori di beni
ricondizionati, acquirenti di beni difettosi a fini di
ricondizionamento o iniziative di riparazione di tipo
partecipativo.
‘L’Italia, attraverso uno schema di decreto legislativo
attuativo, si è già attivata per modificare il Codice del
Consumo recependo la direttiva europea – spiega il presidente
di Assoutenti Gabriele Melluso – Si tratta di novità molto
importanti che impattano su consumatori, ambiente e produttori:
lo smaltimento di prodotti riparabili genera ogni anno 35
milioni di tonnellate di rifiuti in Europa con costi sociali e
ambientali rilevanti. Le nuove norme non solo riducono la
produzione di rifiuti, ma contrastano l’odioso fenomeno
dell’obsolescenza programmata, spingendo i fabbricanti a
realizzare prodotti che durino di più nel tempo’.
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