Gli Stati membri dell’Ue dovrebbero essere maggiormente “coinvolti” nella pianificazione delle grandi infrastrutture energetiche. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del Consiglio Energia in corso oggi a Bruxelles, a proposito del pacchetto europeo sulle reti.
“L’Italia – ha detto Pichetto – ritiene che lo sviluppo delle infrastrutture energetiche sia un elemento indispensabile per perseguire la transizione energetica e conseguire gli sfidanti obiettivi climatici europei. Stiamo pertanto seguendo con attenzione il negoziato sulle proposte legislative del pacchetto reti, il nuovo Regolamento Ten-E e la direttiva permitting”
“Riscontriamo alcune migliorie sui testi legislativi – ha aggiunto il ministro – ma riteniamo che sia necessario intervenire ulteriormente”. “L’Italia – ha sottolineato il ministro Pichetto – vede con sfavore una ulteriore centralizzazione dei processi di pianificazione e progettazione delle infrastrutture transfrontaliere e chiede un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nel processo di pianificazione delle infrastrutture energetiche. Siamo favorevoli a una maggiore cooperazione fra Stati membri, purché siano mantenuti criteri equi di ripartizione dei costi dei progetti che tengano in debito conto le caratteristiche dei progetti e l’accordo degli Stati”.In merito alle procedure autorizzative, “accogliamo con favore la volontà di snellire e velocizzare tali procedure. Notiamo – ha evidenziato il ministro – che una buona parte delle misure proposte sono già in linea con il Testo Unico Rinnovabili, una riforma normativa nazionale adottata nel 2024 e aggiornata nel 2025, con l’obiettivo di razionalizzare i regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio di impianti di energia rinnovabile”.“Tuttavia – ha aggiunto – anche sulle nuove norme riguardanti le procedure autorizzative abbiamo riscontrato alcune criticità che abbiamo sollevato e porteremo avanti a livello tecnico . Auspichiamo – ha concluso il ministro Pichetto Fratin – che le negoziazioni vadano nel senso di superare queste criticità e consentano agli Stati di soddisfare i propri fabbisogni infrastrutturali in linea con le sfide che ci aspettano”.









