Si è conclusa la sedicesima
edizione del Festival Dantesco Internazionale, che si conferma
uno degli appuntamenti più vivaci nel panorama delle arti
performative contemporanee dedicate a Dante Alighieri.
Un’edizione che ha coinvolto oltre duemila giovani under 30 di
tutto il mondo, chiamati a confrontarsi con l’immaginario della
Commedia e a reinterpretarlo attraverso linguaggi nuovi, dal
cinema al teatro, fino alla fotografia. Il gran finale, ospitato
nella Vetra Academy presso gli Studi Voxson, ha coronato un
percorso di quindici giorni sotto la direzione del regista Paolo
Pasquini e il coordinamento dell’Associazione Xenia.
Numeri importanti testimoniano la vitalità della rassegna:
oltre 400 candidature cinematografiche e altrettante
fotografiche, provenienti da 60 nazioni, a dimostrazione di come
l’opera dantesca continui a parlare un linguaggio universale. La
cerimonia conclusiva, condotta dai premi David di Donatello
Nicola Sganga e Massimiliano Sturiale, ha celebrato i lavori che
meglio hanno saputo restituire lo spirito di Dante in chiave
contemporanea.
Nel cinema Under 30, il premio per il miglior film è andato
a Die to live di Hanna Yauhenava, opera che rilegge la
dimensione dantesca attraverso il rapporto tra madre e figlia,
trasformando il lutto in un percorso catartico. Miglior
interprete è stato Simone Gallus per Perdido, in cui il
protagonista affronta un viaggio estremo tra dipendenza e
redenzione, evocando la discesa nella “selva oscura”.
Nel teatro Under 30, il riconoscimento per il miglior corto
è stato assegnato a Quattro visi di Jacopo Neri, con Laura
Ragone, una potente rilettura del celebre episodio del Conte
Ugolino. Il premio per la miglior drammaturgia è andato a Silvia
Di Vetta per Da me non fia diviso, che rilegge la vicenda di
Paolo e Francesca in chiave intima e contemporanea. Miglior
interprete è stata Marika Murgo, dell’Accademia Nazionale di
Danza, per la performance Falling Inward. Per il teatro Under
20, il premio per il miglior corto è stato assegnato ex aequo a
Presi per incantamento del Liceo Plauto, toccante riflessione
sull’amore sotto i bombardamenti a Gaza, e La donna mia del
Liceo Tasso.
Pupi Avati, Isabella Ferrari, Giulio Ferroni, Isabel
Russinova, Luca Serianni sono tra gli artisti che hanno
sostenuto il festival, patrocinato sin dalla prima edizione
dalla Società Dante Alighieri.
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