L’Autorità nazionale per la
sicurezza nucleare del Brasile (Ansn) ha pubblicato due
risoluzioni che modificano le regole sulla concessione di
licenze degli impianti e introducono definizioni per tecnologie
emergenti come i piccoli reattori modulari (Smr). Le norme
puntano a rendere più flessibile e prevedibile il processo di
autorizzazione.
Tra le principali novità figura l’introduzione della Licenza
preliminare di sito, che consente di approvare preventivamente
le aree destinate a impianti nucleari anche in assenza di
dettagli sul progetto. La misura permette di valutare e
autorizzare un sito senza indicazioni su tipologia, potenza o
numero di unità, anticipando così le fasi successive dello
sviluppo.
Per l’Associazione brasiliana per lo sviluppo delle
attività nucleari (Abdan), la riforma migliora l’efficienza del
sistema e consente di utilizzare in futuro gli stessi siti per
diverse configurazioni tecnologiche. L’intervento si inserisce
in un contesto internazionale di rilancio del nucleare come
fonte per la sicurezza energetica e la transizione. Una seconda
risoluzione definisce le nuove tecnologie: i reattori modulari
piccoli sono impianti con capacità tra 10 e 300 megawatt per
modulo, mentre i microreattori arrivano fino a 10 megawatt. Si
tratta di soluzioni considerate più flessibili e rapide da
installare rispetto alle centrali tradizionali.
Le misure si affiancano al Piano energetico nazionale 2055,
che prevede un aumento della capacità nucleare fino a 14
gigawatt. Secondo Abdan, il nuovo quadro normativo allinea il
Brasile alle tendenze globali e rafforza le condizioni per
attrarre investimenti nel settore.
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