“Apprendiamo che dall’estrazione
delle chat dai cellulari degli indagati esisterebbero tre
versioni del verbale operatorio del trapianto eseguito al
Monaldi il 23 dicembre 2025. Una sola è firmata: l’ultima. In
sostanza cambia il racconto dei minuti in cui il cuore è
arrivato in sala. E cambia sempre nella stessa direzione. Quella
del falso e dello scaricabarile di responsabilità”. Così,
l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo
Mercolino, commenta la presenza, nelle chat trovate sui
cellulari di due medici coinvolti nella vicenda del piccolo
Domenico, di diverse versioni del diario clinico dell’operazione
di cardiectomia eseguita il 23 dicembre 2025 su bimbo di quasi
due anni e mezzo poi deceduto, lo scorso febbraio, nella terapia
intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli, a causa del
fallimento del trapianto di cuore.
“Nelle prime due si legge che l’organo, estratto dal sistema
di trasporto, appare congelato – spiega Petruzzi – fra
parentesi, due parole: failure del trasporto. Nessuna
spiegazione, nessun responsabile”.
“Nella versione definitiva la parentesi sparisce e compare un
colpevole, il ghiaccio fornito dall’ospedale del prelievo, che
era ghiaccio secco”, continua l’avvocato che aggiunge: “Compare
un dato che prima non c’era, venti minuti per estrarre il cuore.
E compare una frase che in un verbale operatorio non ha ragione
di stare: si decide comunque di provare a impiantare l’organo
essendo l’unica scelta possibile. La modifica decisiva, però,
sta in tre parole. Dove le prime stesure descrivevano operazioni
una dopo l’altra, l’ultima dice che il contenitore viene aperto
nel mentre si inizia la cardiectomia. Ciò che era consequenziale
diventa simultaneo, e venti minuti spariscono dentro un tempo
già occupato. È esattamente il punto su cui questa difesa
insiste da sempre: la cronologia proposta non regge il confronto
con la scheda anestesiologica e con l’orario di clampaggio
aortico”.
“Il resto del verbale non cambia – conclude Petruzzi – cambia
solo il racconto dei minuti in cui il cuore è arrivato in sala.
E cambia sempre nella stessa direzione. Quella del falso e dello
scaricabarile di responsabilità”.
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