Il presidente del Sudafrica
Cyril Ramaphosa ha ottenuto una vittoria giudiziaria, con la
sospensione dell’inchiesta parlamentare finalizzata a valutarne
un possibile impeachment nell’ambito dello scandalo Phala Phala,
noto anche come “Farmgate”.
L’Alta Corte del Capo Occidentale ha concesso un’ingiunzione
provvisoria che impedisce alla commissione parlamentare di
procedere con le audizioni pubbliche fino all’esame di un
ricorso presentato dallo stesso capo dello Stato.
Con una decisione a maggioranza, i giudici hanno stabilito che
il procedimento parlamentare dovrà rimanere sospeso fino a
quando la Corte non si pronuncerà sulla legittimità del rapporto
redatto dalla commissione indipendente che aveva concluso come
Ramaphosa potesse avere un caso a cui rispondere per presunte
violazioni costituzionali. L’udienza sul ricorso è prevista dal
2 al 4 settembre.
Lo scandalo riguarda il furto, avvenuto nel 2020 nella fattoria
presidenziale di Phala Phala, di circa 580.000 dollari in
contanti nascosti in un divano. Ramaphosa ha sempre negato
qualsiasi illecito, sostenendo che il denaro proveniva da una
legittima vendita di bufali pregiati.
Secondo la difesa del presidente, consentire all’inchiesta di
procedere prima della decisione sul ricorso causerebbe un danno
irreparabile alla sua reputazione qualora il rapporto contestato
fosse successivamente dichiarato invalido.
La decisione odierna non archivia tuttavia il procedimento di
impeachment, lo rinvia. Analisti citati dai media sudafricani
ritengono improbabile una rimozione di Ramaphosa, che continua a
godere del sostegno dell’African National Congress (Anc),
principale partito nel governo di unità nazionale.
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