Sale a cinque il numero
delle donne trovate morte nell’area di Ekurhuleni, a est di
Johannesburg, dopo il ritrovamento di un altro corpo femminile a
Olifantsfontein e l’identificazione di Elizabeth “Tsontso”
Moselakgomo, la runner di 38 anni scomparsa la scorsa settimana.
La polizia sudafricana sta verificando eventuali collegamenti
tra i casi, ma afferma che è prematuro concludere che gli
omicidi siano opera di un unico responsabile.
Moselakgomo era uscita per una corsa nel pomeriggio del 10
settembre nei pressi della sua abitazione a Rhodesfield, un
sobborgo di Kempton Park vicino all’aeroporto internazionale OR
Tambo, e non aveva più fatto ritorno. Il suo corpo è stato
rinvenuto sabato dietro un albergo della zona ed è stato
formalmente identificato oggi dai familiari all’obitorio di
Germiston.
Il quinto cadavere è stato invece scoperto oggi a
Olifantsfontein, alcuni chilometri più a nord. La vittima non è
stata ancora identificata e le circostanze della morte restano
da chiarire.
Secondo la South African Police Service (Saps), gli
investigatori hanno rilevato similitudini in alcuni dei casi,
tra cui le condizioni in cui sono stati ritrovati i corpi e il
fatto che le vittime sono state tutte trovate con pochi abiti
addosso. La vicinanza geografica delle scene del crimine è la
seconda similitudine rilevante. Le autorità hanno tuttavia
precisato di non avere ancora elementi sufficienti per
attribuire le morti a un serial killer. È stata istituita una
task force multidisciplinare composta da detective, esperti
forensi e psicologi investigativi incaricata di esaminare
eventuali collegamenti tra gli omicidi.
Le vittime sono state ritrovate in un corridoio urbano tra
Kempton Park, Rhodesfield e Olifantsfontein, un’area di ceto
medio-basso e operaio caratterizzata da zone residenziali,
industriali e importanti arterie stradali.
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