(v.Favoreggiamento immigrazione clandestina… delle 8,08)
L’indagine italo-francese che ha
portato a 14 arresti tra i due Paesi ha consentito di monitorare
e ricostruire oltre 200 episodi di favoreggiamento dei migranti
irregolari lungo la frontiera di Ventimiglia, trasportati
prevalentemente a bordo di auto, treni e autobus di linea, ai
quali gli indagati avrebbero fornito assistenza, documenti
contraffatti, biglietti, abiti nuovi per non destare sospetti e
confondersi tra i pendolari, nonché istruzioni per eludere i
controlli. Scoperto il prezzario per i migranti che variava a
seconda del rischio del viaggio.
In alcune circostanze, i fermati avrebbero suggerito ai
clandestini di nascondersi nel vano di collegamento tra i vagoni
ferroviari, esponendoli a rischio per la loro incolumità; in
altre occasioni, gli indagati, agendo di notte, hanno violato i
sigilli dei camion in sosta presso l’autoporto di Ventimiglia,
con destinazione Francia e altri Paesi, per farvi entrare i
migranti, con il rischio di asfissia, schiacciamento e
disidratazione.
Quanto al prezzario, 300 euro erano chiesti per il viaggio
in auto/taxi, il metodo più costoso, considerato più sicuro e
discreto;
100 euro per il viaggio clandestino sui mezzi pesanti, con i
migranti nascosti nei rimorchi all’insaputa dei conducenti, con
un alto rischio per l’incolumità;70/100 euro per il treno o
l’autobus, con la fornitura di documenti falsi, di abiti nuovi
per non destare sospetti e di finti bagagli per confondersi tra
i pendolari;50 euro a piedi, attraverso itinerari impervi,
attraverso la ripida collina che separa Ventimiglia a Mentone,
in alcuni casi con notevoli rischi di cadute da strapiombi e
ferimenti.
Oltre al largo utilizzo del contante, per versare le somme
chieste i migranti avrebbero utilizzato circuiti bancari e di
pagamento italiani, nonché esteri, mediante ricariche su schede
prepagate o bonifici su conti controllati dai trafficanti.
Una squadra mista italo-francese ha sequestrato 13.400 euro
in contanti rinvenuti nella disponibilità di uno dei trafficanti
fermati, denaro che, verosimilmente, è provento del traffico
transfrontaliero di migranti. Uno degli indagati, monitorato in
territorio italiano, è stato colto in flagranza in territorio
francese subito dopo aver accompagnato un migrante minorenne
oltreconfine
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