Assoluzione per Piero Amara
dall’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio e una condanna
a 2 anni e 6 mesi di carcere nei confronti di Vincenzo Armanna
per calunnia. Lo ha deciso il Tribunale di Milano, in
composizione monocratica, accogliendo in sostana le richieste
dei pm Roberta Amadeo e Paolo Filippini avnzate nelle scorse
settimane nel processo su uno dei filoni che riguardano la
vicenda dei verbali sulla fantomatica loggia Ungheria.
Il caso definito oggi con la sentenza di primo grado, è
datato 17 febbraio 2020 quando, durante un interrogatorio
davanti ai pm milanesi che indagavano sul presunto ‘falso
complotto’ Eni, Armanna aveva mostrato la foto di una pagina di
uno degli interrogatori resi nei mesi precedenti da Amara sulla
presunta organizzazione segreta. E alla domanda su chi gli
avesse consegnato quell’atto segretato l’ex manager della
compagnia petrolifera, poi licenziato, aveva indicato Filippo
Paradiso, ex funzionario del ministero dell’Interno, il quale,
risulta da una perquisizione, non venne mai trovato in possesso
di alcun documento.
I pubblici ministeri, nella loro requisitoria, nel chiedere
di mandare assolto Amara avevano spiegato che, a loro avviso,
non era stata raggiunta la prova che quei verbali siano stati
da lui indebitamente acquisiti e consegnati ad Armanna. Il
quale, invece, aveva falsamente attribuito le responsabilità a
Paradiso.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








