(di Chiara Venuto)
ROSSANA DEDOLA ‘IL CORAGGIO DI ESSERE
LIBERE. SCRITTRICI CONTRO IL FASCISMO’ (Nutrimenti, pp. 304,
euro 18).
Alessandrina Ravizza, Anna Kuliscioff, Natalia Ginzburg,
Joyce Lussu, Fausta Cialente, Alba de Céspedes, Elsa de’ Giorgi,
Lalla Romano, Elsa Morante. Nove nomi – qualcuno più, qualcuno
meno noto – che hanno fatto la storia. Sono quelli delle
protagoniste di ‘Il coraggio di essere libere. Scrittrici contro
il fascismo’ (pp. 304, euro 18), volume di Rossana Dedola in
uscita il prossimo 3 aprile per Nutrimenti. Un libro da leggere
per capire come le grandi figure femminili della Resistenza
possano guidarci con il loro esempio verso un futuro migliore.
“Alla Resistenza armata – ricorda Dedola – si era affiancata”
una “combattuta spesso senza armi e che vedeva come protagoniste
soprattutto le donne”. L’autrice sceglie perciò di confrontarsi
“con le opere che alcune delle grandi scrittrici italiane hanno
dedicato agli anni del fascismo, alla guerra e alla Resistenza”
e in particolare “i loro romanzi e autobiografie perché, in
quanto letteratura, adottano una visuale particolare,
privilegiando non l’obiettività e l’imparzialità” quanto “il
proprio personale, soggettivo, parziale punto di vista” che non
esclude “sentimenti, emotività, empatia”.
Con ancora più forza, dunque, i racconti “gettano luce con
urgenza sull’oggi in cui il passato sembra ripresentarsi in modo
allarmante anche se in forme diverse, con vecchi e nuovi slogan
e proclami politici che parlano soprattutto alla ‘pancia’ della
gente”. È tornata la guerra, l’angoscia delle invasioni, gli
stermini. “La salita al potere delle destre estreme e dei
nazionalismi in Europa e nel mondo ha ulteriormente aggravato
una situazione internazionale instabile”, spiega Dedola, i
diritti di tutti vacillano. “E con essi i diritti delle donne”.
In questo 8 marzo diventa perciò essenziale leggere queste
storie sul coraggio delle donne, le loro motivazioni, la forza.
Il 2026 ci ha svelato fin da subito i suoi risvolti più
drammatici, ma esiste un antidoto. Lo si legge tra le righe
riservate ad Alessandrina Ravizza e Anna Kuliscioff e i loro
impegno per gli ultimi in barba ai pregiudizi di allora sulle
donne e ciò che possono fare. E, ancora, nella storia di Natalia
Ginzburg, la persecuzione degli ebrei e il suo dolore per il
marito, ucciso dai nazisti. Così come per Joyce Lussu, che
partecipò attivamente alla Resistenza aiutando prigionieri e
antifascisti a fuggire. Fausta Cialente, invece, combattè il
regime con la propaganda radiofonica, mentre Alba de Céspedes
incoraggiò la resistenza, sempre via radio. C’è da scoprire
anche su Elsa de’ Giorgi, la sua testimonianza della vita sotto
l’occupazione nazista, i suoi atti di sabotaggio. Fino a ciò che
Lalla Romano disse della Resistenza (pure) attraverso i versi e
ne ‘La Storia’ Elsa Morante narrò la tragedia della guerra
attraverso gli ultimi.
Le esperienze di tutte – tanto diverse, eppure così simili
-possono essere guida per ciascuna (e ciascuno). Per ottenere un
po’ di ispirazione e, perché no, acquisire quella tenacia
necessaria per portare avanti le proprie idee in un mondo che
sembra volerle omologare.
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