Una due giorni di mobilitazione
globale contro i re e le loro guerre. Il movimento No Kings
Italia ha presentato oggi il concerto di venerdì e soprattutto
la manifestazione di sabato per le strade di Roma per dire “no
all’autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio
e no alla repressione”. Luca Blasi (Avs), portavoce dei No Kings
Italia, è sicuro: “Saremo centinaia di migliaia, una grande
marcia popolare per invadere Roma e bloccarla con i nostri
corpi. Sono sicuro che sarà una piazza gigantesca, persino oltre
le nostre aspettative. Non riusciamo nemmeno a contare i treni e
i pullman che sono pronti a raggiungere Roma”.
Il movimento punta a sfruttare la scia dell’esito del
referendum costituzionale: il No alla riforma della giustizia –
secondo Raffaella Bolini (Arci) – “è stato un No generale a un
mondo in cui una minoranza infima di potenti vuole portare la
maggioranza dei cittadini del mondo a vivere in regimi
oppressivi e a rischiare di ritrovarsi in una guerra mondiale”.
La manifestazione di sabato sarà quindi contro il governo, di
cui il movimento chiede le dimissioni in blocco. Ma i No Kings
bocciano anche l’opposizione, perché il dibattito post
referendum sul possibile nuovo leader della coalizione “non ci
interessa: più che parlare di leadership si dovrebbe parlare
delle politiche sociali da portare avanti per contrastare questa
destra”. E all’orizzonte non c’è nemmeno la costituzione di un
nuovo soggetto politico: “Vogliamo riportare la politica nel
basso, nell’autorganizzazione delle persone, non farci spazio
nei palazzi del potere”, assicurano.
Alla conferenza stampa di lancio della mobilitazione oggi
erano presenti, oltre ai No Kings, anche realtà come Arci, Fiom,
Disability Pride Italia, Rete Pace e Disarmo e Rete No Bavaglio.
Ma le sigle aderenti in totale sono più di 700.
L’iniziativa avrà un respiro internazionale tant’è che si
svolgerà in contemporanea con Together, l’evento omonimo
lanciato dagli artisti del Regno Unito con un mega-concerto a
Londra e il No Kings Day nelle grandi città degli Stati Uniti e
a Parigi. Quanto al rischio di infiltrazioni alla
manifestazione, “chi verrà in piazza a portare pratiche non
condivise con il movimento, allora non ne fa parte”, sentenzia
Blasi. Il livello di attenzione delle istituzioni è alto perché
si attendono non meno di 15mila persone.
Alla forte adesione ha contribuito anche il concerto gratuito
in programma venerdì alla Città dell’Altra Economia a Roma, a
cui parteciperanno, tra gli altri, Ditonellapiaga, Mannarino,
Daniele Silvestri, Willie Peyote. Il giorno dopo il corteo
partirà alle 14 da piazza della Repubblica per raggiungere
Piazza San Giovanni.
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