“Non siamo razzisti. Nella denuncia
c’è scritto che lo abbiamo preso a calci. Hanno descritto un
film. Se vedono le videocamere eravamo fermi. Nessuno ha tirato
un pugno o l’ha colpito all’inguine. Se lo vedo gli stringo la
mano e gli dico ‘se ti abbiamo fatto un danno, perdonaci'”. Così
uno dei 3 giovani accusati di aver aggredito un rabbino a Milano
ha parlato fuori dall’aula delle direttissima dove c’è l’udienza
per il fratello arrestato (per lesioni e non rapina come
comunicato in precedenza).
Il giovane risulta indagato per propaganda e istigazione a
delinquere per motivi di discriminazione razziale o religiosa.
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