La Polizia di Stato di Imperia con
il Nucleo investigativo regionale della Polizia Penitenziaria di
Torino, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Gobbi della
Procura di Imperia ha notificato 100 avvisi di conclusione
indagini a carico di altrettanti soggetti responsabili a vario
titolo dei reati commessi nel periodo che va dal luglio del 2023
al luglio dell’anno successivo.
L’indagine, nata dal ritrovamento di sostanze stupefacenti
destinate ai detenuti della Casa Circondariale di Valle Armea,
ha permesso di ricostruire l’iter di approvvigionamento e della
vendita della droga all’interno del carcere. Gli investigatori
hanno ricostruito il complesso sistema attraverso il quale i
detenuti italiani e stranieri in collaborazione con persone
esterne al carcere, ottenevano sostanze stupefacenti che poi
venivano rivendute all’interno dell’istituto stesso con prezzi
maggiorati rispetto a quelli del mercato esterno.
Nel corso dell’indagine sono sono state individuate le
persone e i canali attraverso i quali venivano rivendute le
droghe e i destinatari del denaro provento della vendita. In
carcere era presente una vera e propria attività di brokeraggio
della droga che si svolgeva principalmente in biblioteca
nonostante la sorveglianza del personale presente. L’indagine ha
inoltre permesso di rivelare la sistematica disponibilità di
smartphone in uso ai detenuti che così mantenevano i contatti
con il mondo esterno anche attraverso i social. Le perquisizioni
avvenute all’interno del carcere hanno permesso di sequestrare
droga, cellulari e armi rudimentali. Al termine dell’indagine,
oltre ai normali fiancheggiatori esterni, ai canali di
approvvigionamento, ai diversi corrieri delle sostanze e ai
destinatari del denaro sono stati denunciati anche una psicologa
dell’istituto e un agente della Polizia Penitenziaria in
servizio presso quell’istituto, accusato di aver dichiarato il
falso.
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