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“Distruggiamo il capitalismo, siamo i nipoti del comunismo”: giovani Dem all’attacco

di Redazione Corriere Economia
17/09/2026
in Politica
“Distruggiamo il capitalismo, siamo i nipoti del comunismo”: giovani Dem all’attacco

“Dobbiamo distruggere questo capitalismo e creare un nuovo sistema economico”. E ancora: liberarsi “dal giogo statunitense, dal sionismo e dall’oppressione dei potenti”. Dopo il caso dei “disertori”, dalla Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia arriva un altro intervento destinato a riaccendere il confronto sull’identità della nuova generazione del Partito democratico.

A pronunciarlo è Marco Rocco De Luca, consigliere comunale Pd di Cesena e dirigente dei Giovani Democratici, oggi responsabile nazionale Cultura Politica, Fondazioni, Memoria e Antifascismo dell’organizzazione giovanile. De Luca, classe 2000, siede dal 2024 nel Consiglio comunale di Cesena.Nel video pubblicato sul proprio profilo Instagram, De Luca parte dalla storia della sinistra italiana: “Sì, noi siamo i figli, noi siamo i nipoti della storia del comunismo italiano e nel concreto dobbiamo liberarci dal giogo imperialista di Trump e degli Stati Uniti, dall’ossessiva retorica sionista, dalla tentazione di cedere alle sirene del capitalismo, del capitale, del liberismo e salpare finalmente con coraggio verso nuovi orizzonti”.Ancora più esplicita la didascalia scelta per accompagnare il filmato: “Per essere vera alternativa, dobbiamo distruggere questo capitalismo e creare un nuovo sistema economico. Dobbiamo liberarci dal giogo statunitense, dal sionismo e dall’oppressione dei potenti. Con coraggio, senza indugi”.Dai “disertori” all’anticapitalismoLe parole di De Luca arrivano a pochi giorni da quelle pronunciate sullo stesso palco dalla segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre” e, soprattutto, “noi organizzeremo i disertori”. Un intervento che ha scatenato una discussione accesa nel Pd, in particolare sulla politica estera e sul rapporto tra pacifismo, sostegno all’Ucraina e difesa europea.Libero ha poi precisato che il riferimento non era all’Ucraina: “Sappiamo da che parte stare, dalla parte dell’Ucraina, condanno Putin”, spiegando invece di voler contestare l’aumento della spesa militare e la linea dell’amministrazione Trump.Ma nel partito le reazioni sono state divergenti. Arturo Scotto ha ringraziato Libero per aver dato voce a una generazione che considera la pace “una politica”; Matteo Orfini e Laura Boldrini ne hanno difeso il messaggio. Dall’altra parte Giorgio Gori ha richiamato l’articolo 52 della Costituzione sulla difesa della Patria, mentre Filippo Sensi ha contrapposto alla diserzione il concetto di resistenza.Anche Franco Bassanini ha contestato duramente quelle parole, chiedendo un intervento di Elly Schlein e ricordando che la Costituzione, insieme al ripudio della guerra previsto dall’articolo 11, definisce la difesa della Patria “sacro dovere del cittadino”.Una sinistra che guarda ai “democratic socialists” americani?Il lessico utilizzato da alcuni esponenti della nuova generazione dem presenta punti di contatto evidenti con quello dei Democratic Socialists of America, capitanati da Bernie Sanders e ora rappresentati da Zohran Mamdani (mentre Alexandria Ocasio-Cortez è considerata ormai “imborghesita”), soprattutto nella critica strutturale al capitalismo, nell’anti-imperialismo e nelle posizioni sulla questione palestinese. Negli Stati Uniti i “socialisti” non sono una corrente ufficiale del Partito Democratico: sono un’organizzazione politica autonoma che partecipa anche alle competizioni elettorali sostenendo candidati che spesso corrono alle primarie, mentre dichiara come obiettivo di lungo periodo la costruzione di una forza socialista indipendente.La piattaforma politica elaborata dai Dsa per il 2026-2027 parla apertamente di una società “senza capitalismo”, propone di sottrarre al profitto settori come sanità, energia, trasporti e casa e descrive l’obiettivo finale come la costruzione di una repubblica socialista democratica. Sul piano internazionale associa la critica al capitalismo a quella dell’“imperialismo” americano e sostiene la fine degli aiuti militari ed economici statunitensi a Israele.È su questo terreno che le parole pronunciate a Reggio Emilia assumono un significato politico che va oltre il singolo intervento. “Distruggere questo capitalismo”, il richiamo al “giogo imperialista” degli Stati Uniti, la critica al sionismo e, pochi giorni prima, l’opposizione alla prospettiva di un maggiore impegno militare compongono un vocabolario sensibilmente diverso da quello della tradizione riformista che ha costituito una delle anime del Pd fin dalla sua nascita.Da statuto, i Giovani Democratici hanno autonomia organizzativa rispetto al Partito Democratico, ma l’iscrizione ai Gd coincide normalmente con quella al partito.Marattin: “Il Comitato di Liberazione serve contro il Campo Largo”Il video di De Luca è stato rilanciato anche da Luigi Marattin, deputato e segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico, formazione nata nel 2025 e collocata su posizioni liberali e riformatrici.All’Adnkronos Marattin commenta con una battuta che rovescia uno degli argomenti ricorrenti nel dibattito sul fronte progressista.“Ho cambiato idea. Ho sempre pensato che non servisse una sorta di Comitato di Liberazione Nazionale contro il pericolo fascista. Invece serve. Contro il Campo Largo però”.E voi che pensavate che l’attacco al neo-liberismo della segretaria Schlein – o l’invito alla diserzione della segreteria dei giovani – fosse abbastanza.Sentite un po’ qua invece, va. pic.twitter.com/G4Vk8rZc71— Luigi Marattin (@marattin) September 17, 2026

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