Moriva oggi, all’età di 39 anni,
Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara.
Guerrigliero, scrittore, politico e medico argentino, fu
catturato e giustiziato in Bolivia il 9 ottobre 1967, per poi
venire seppellito all’Avana 30 anni dopo.
La sua figura ha suscitato grandi passioni sia in suo favore
che contro. Divenuto un’icona dei movimenti di sinistra negli
anni ’70, la sua celebre fotografia ritratto, opera di Alberto
Korda, è riapparsa anche in questi giorni sulle magliette degli
studenti che da giorni stanno protestando in Francia. Mentre
persino in Sri Lanka l’Unione della gioventù socialista locale
ha reso omaggio all'”eroico guerrigliero” nel 59/o anniversario
della sua “morte in combattimento”, secondo quanto riferisce
l’ambasciata dell’Avana nel Paese.
“Chi ha scommesso di cancellarne le idee assassinandolo, non
è riuscito a prevedere che la sua eredità antimperialista
sarebbe sopravvissuta tra i popoli dell’America Latina e tra
quanti difendono la libertà e la sovranità”, ha scritto su X
Bruno Rodríguez, ministro degli Esteri di Cuba, l’isola
comunista che da mesi sta vivendo uno dei maggiori momenti di
tensione della sua storia con gli Stati Uniti.
Anche l’ex presidente socialista boliviano Evo Morales –
contro il quale la Procura di La Paz ha emesso un ordine di
arresto per terrorismo e altri reati – ha ricordato il
‘Comandante Che’ con un post sui social, assicurando che “la sua
eredità di lealtà, dignità e lotta antimperialista rimane più
viva che mai”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









