Ascolta la versione audio dell’articoloRobert Duvall era una vera icona del cinema e si è spento 95 anni. Basterebbe solo il suo volto, così ipnogeno e e a tratti imperscrutabile, simbolo della New Hollywood degli anni Sessanta e degli anni Settanta, a rendere il peso di questo attore imprescindibile, che nella sterminata filmografia annovera numerosissimi titoli pure nel corso del nuovo millennio.Nato a San Diego il 5 gennaio del 1931, Duvall ha iniziato la sua carriera d’attore frequentando un importante corso d’arte drammatica a New York a metà degli anni Cinquanta, pochi anni dopo il suo arruolamento nell’esercito militare che l’aveva portato a prendere parte alla Guerra di Corea.Loading…Carriera impressionanteHa incominciato a lavorare per il teatro e poi per la televisione (ha partecipato a serie come “Alfred Hitchcock presenta…” e “Ai confini della realtà”), ma è indubbiamente con il grande schermo che le sue interpretazioni intense e spesso sofferte hanno dato vita a una carriera impressionante, sia in termini quantitativi che qualitativi.Il suo esordio al cinema è nel 1962, quando interpreta un ragazzo estremamente problematico nel bellissimo “Il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan: non è un ruolo da protagonista, ma la capacità di entrare efficacemente in una parte tanto complicata lo porta subito a mostrare il suo grande talento.Molto presto arrivano chiamate da altri autori importanti, come Arthur Penn per “La caccia” (1966), Robert Altman per “Conto alla rovescia” (1968), Peter Yates per “Bullitt” (1968), Henry Hathaway per “Il grinta” (1969) e, per la prima di una lunga serie di collaborazioni, Francis Ford Coppola per “Non torno a casa stasera” (1969).






