Le Borse europee proseguono in
territorio negativo mentre il mercato obbligazionario resta
sotto pressione e il prezzo del petrolio sale in scia
all’incertezza sugli sviluppi della situazione in Medio Oriente.
Londra cede l’1,1%, Parigi lo 0,7%, Milano lo 0,6% e
Francoforte lo 0,2% mentre a New York i future sono positivi,
sostenuti dai conti sopra le attese di Micron, il principale
produttore statunitense di chip di memoria, che conferma come la
domanda legata all’intelligenza artificiale sia ancora robusta.
Alta la volatilità sui titoli di Stato, i cui rendimenti,
dopo aver aggiornato i massimi in mattinata, hanno ora ripreso a
scendere nonostante la corsa del petrolio, con il Brent tornato
sopra i 100 dollari al barile (+2,5% a 100,57 dollari) e il Wti
salga dell’1,9% a 92,2 dollari. I rendimenti dei Btp decennali
cedono tre punti base, dopo essere saliti fin quasi di dieci, al
4,58%, mentre lo spread con il Bund si richiude leggermente, a
quota 105. Scendono dai massimi dal 2002 anche i Treasury
decennali, al 5,28%, e dai massimi dal 1998 i Gilt britannici, i
primi tra i bond sovrani di un grande Paese ad aver superato la
soglia del 6%.
A Piazza Affari scivolano Poste (-2,5%) e le banche, con in
testa Bpm (-2,1%), Mediobanca (-2%), Bper (-1,7%) e Mediolanum
(-1,6%). In controtendenza invece Fincantieri (+3,9%), Prysmian
(+1,8%) e Campari (+1,8%).
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