Riorganizzazione della rete fognarie
e dell’acquedotto, realizzazione di pozzi, costruzione di
gallerie drenanti, sistemazione delle reti idrauliche
torrentizie e opere di ingegneria naturalistica e di protezione
dall’erosione. Sono alcune delle azioni necessarie per la
stabilizzazione della frana di Niscemi, presentate dal professor
Nicola Casagli, del Centro per la protezione civile
dell’Università degli Studi di Firenze, nel corso di una
riunione tecnica svoltasi nella sede della Protezione civile per
valutare le azioni volte al contenimento della frana che ha
interessato l’abitato di Niscemi e l’avvio delle prime
demolizioni.
Al vertice, presieduto dal Commissario straordinario,
prefetto Fabio Ciciliano, hanno partecipato il sindaco di
Niscemi, Massimiliano Conti, il direttore della Protezione
civile siciliana, Salvo Cocina, rappresentanti della Prefettura
di Caltanissetta, consulenti tecnici della Regione Siciliana ed
esperti dei Centri di competenza della Protezione civile. Il
Dipartimento ha, infatti, attivato l’Università di Firenze e la
Fondazione Cima, a cui è stato già affidato lo studio sul
reticolo idrografico minore.
“La definizione della zona rossa, la sua successiva riduzione
e le azioni che metteremo in campo per la messa in sicurezza del
versante – ha detto Ciciliano – sono tutte decisioni che stiamo
prendendo dialogando quotidianamente con gli esperti dei nostri
Centri di Competenza. Il raccordo con la comunità scientifica è
alla base di ogni attività di protezione ma in questo caso, con
una frana di tale importanza, diventa ancor più indispensabile.
Allo stesso modo, abbiamo deciso di puntare sulla trasparenza,
perché è importante che i cittadini siano correttamente
informati, e per questo ho voluto che ogni nuova evidenza
scientifica sia immediatamente pubblicata sul sito del
Dipartimento della Protezione Civile”.
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