Scoperto dalla procura e dal Nucleo
di Polizia economico finanziaria della guardia di finanza di
Prato un consolidato meccanismo di evasione fiscale nel settore
dell’abbigliamento e degli accessori moda, attuato dal 2021 al
2024 da tre imprenditori cinesi mediante fatture per operazioni
inesistenti per un totale di oltre 27 milioni di euro e una
frode all’Iva di sei milioni. Il gip ha disposto sequestri
preventivi finalizzati alla confisca a Prato, Pistoia e Milano,
al momento su due immobili residenziali, quattro auto, i saldi
di numerosi conti correnti, quote societarie di due aziende,
denaro contante.
Le provviste di denaro frutto dell’evasione fiscale
venivano veicolate in Cina con bonifici bancari, tramite sistemi
di home banking e ‘fattureincloud’. Le somme venivano così
riciclate su conti in banche asiatiche. L’evasione era ottenuta
con fatture fittizie emesse da ditte ‘apri e chiudi’, ossia di
breve vita societaria per eludere i controlli fiscali, intestate
a connazionali cinesi. Tali aziende emettevano fatture per
operazioni inesistenti, ossia senza nessuno scambio commerciale,
ma solo emissione di ‘carta’, di contabilità fittizia, per
giustificare i transiti sui conti correnti del denaro ‘a nero’.
Secondo quanto emerge, la procura e la GdF di Prato avrebbero
individuato una rete criminale, in Italia e all’estero, dedita a
questo spostamento in Cina di capitali ricavati da evasione
fiscale.
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