Trascrizioni, dialoghi timbrici e
riscoperta delle compositrici del primo Novecento sono al centro
della quinta edizione del Festival Respighi Bologna, la rassegna
che vuole valorizzare l’eredità musicale e culturale di Ottorino
Respighi e dei suoi contemporanei. Il 25 settembre alle 20.30 al
Teatro del Baraccano, è in programma ‘Sinfonico da camera’,
progetto dedicato all’arte della trascrizione. L’Orchestra del
Baraccano, diretta da Giambattista Giocoli, eseguirà
arrangiamenti per ensemble realizzati dallo stesso Giocoli
insieme a Filippo Mazzoli e Damiano Ferretti.
Al centro del concerto ‘La sensitiva’ di Respighi, per voce e
orchestra, interpretata dal mezzosoprano Nikolina Janevska. Il
programma affianca alla pagina respighiana la Kammersymphonie
Op. 9 di Arnold Schönberg e ‘La Création du Monde’ di Darius
Milhaud. Una prova generale aperta alle scuole è prevista alle
17. Le trascrizioni riducono le grandi masse dell’orchestra
tradizionale a un organico cameristico, mettendo in evidenza
particolari timbrici e soluzioni formali delle tre composizioni.
Domenica 27 settembre sarà invece l’Accademia Filarmonica a
ospitare un doppio appuntamento. Alle 15, in Sala Mozart, si
terrà il convegno internazionale ‘L’altra metà della musica’,
curato dal presidente dell’Accademia, Piero Mioli, e dedicato
alle compositrici del primo Novecento italiano ed europeo.
L’incontro prende spunto dal 30/o anniversario della
scomparsa di Elsa Olivieri Sangiacomo, compositrice, interprete
e moglie di Respighi. Tra gli interventi quelli di Susanna
Pasticci, Chiara Sirk, Riccardo Mussato, Sara Bacchini e Darren
Hargan. Saranno approfondite anche le figure di Amy Beach, Lili
Boulanger e Ina Boyle. Alle 19 seguirà il concerto ‘I due
Respighi. Elsa e Ottorino. Una vita in musica’, con il
mezzosoprano Veta Pilipenko e la pianista Anna Toccafondi. Il
programma metterà a confronto la produzione vocale dei due
coniugi, alternando romanze di Ottorino Respighi e pagine di
Elsa Olivieri Sangiacomo su testi, tra gli altri, di Gabriele
d’Annunzio, Victor Hugo, Annie Vivanti e Sally Prudhomme.
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