GUIDO GIANNUZZI, ‘OMBRA E
SILENZIO’ (Mimesis Edizioni, pp 116 – 10,00 Euro)
Se il confronto tra poesia e pittura è un topos consolidato di
origine antica – “ut pictura poesis” -, è senz’altro meno
evidente il possibile accostamento tra pittura e musica. Eppure,
in molte opere novecentesche, come i White Paintings di Robert
Rauschenberg, è plausibile descrivere come “grado zero” della
pittura proprio il silenzio, mentre nessuno più di Claude
Debussy seppe cogliere la magia dell’ineffabile in musica,
desiderando “che essa avesse l’aria di uscire dall’ombra e che,
a tratti, vi rientrasse”. Di questo si occupa il saggio di Guido
Giannuzzi, professore di fagotto nell’Orchestra del Teatro
Comunale di Bologna e Presidente della Filarmonica del Teatro
Comunale di Bologna, ‘Ombra e Silenzio’ delle Edizioni Mimesis
che verrà presentato dall’autore, il 2 marzo alle 18 alle
Librerie Coop Ambasciatori di Via Orefici 19 a Bologna, in
dialogo con il direttore artistico di Arte Fiera, Davide Ferri,
e di Fulvia De Colle, direttrice artistica di Musica Insieme,
nell’ambito della rassegna ‘Libri e Musica… Insieme!’ Nel suo
libro, poco più di cento pagine di cui 8 di bibliografia, Guido
Giannuzzi accosta in modo affascinante pittura e musica
attraverso categorie comuni come ombra e silenzio, appunto, che
diventano così non solo elementi estetici, ma metafore di un più
profondo rapporto filosofico tra le arti. Poiché spesso è uno
sguardo trasversale, inaspettato, a cogliere con maggiore
precisione l’essenza delle cose, può rivelarsi interessante
descrivere un oggetto, pittorico o sonoro, attraverso il
linguaggio che pertiene all’altro, ad esempio parlando della
natura morta in pittura attraverso il silenzio o del notturno
musicale attraverso l’ombra. E così, il rapporto tra ombra e
silenzio nelle discipline artistiche diventa anche la
rappresentazione di un rapporto filosofico.
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