Si intitola ‘There are other fish
in the sea’ (‘Ci sono altri pesci nel mare’), l’installazione
realizzata appositamente per il cortile di Palazzo Strozzi a
Firenze da Superflex, collettivo danese riconosciuto a livello
internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo
dell’arte in relazione a dinamiche sociali, economiche e
ambientali del nostro tempo e fautore di un progetto di
‘architettura interspecie’.
L’installazione, visibile fino al 2 agosto, instaura un
dialogo con l’architettura rinascimentale del Cortile e,
prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei
mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo, propone un
progetto che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di
coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel 60mo anniversario
dell’alluvione di Firenze del 1966, il cortile diventa il punto
di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel
nostro rapporto con l’ambiente, mettendo in discussione la
tradizionale centralità attribuita all’essere umano.
L’opera è costituita da otto grandi colonne in travertino
rosa, composte da blocchi modulari e posizionate nel cortile
all’interno di una grande vasca d’acqua che le riflette, insieme
allo spazio circostante, il cielo e i visitatori. Caratterizzate
da superfici sfaccettate, le colonne sono concepite come
potenziali habitat per la vita marina e lo sviluppo della
biodiversità. L’iniziativa fa parte del programma Palazzo
Strozzi Future Art promosso dalla Fondazione Palazzo Strozzi e
dalla Fondazione Hillary
Merkus Recordati. Presenti, tra gli altri, all’inaugurazione, il
direttore generale dalla Fondazione Palazzo Strozzi Arturo
Galansino, il presidente della Fondazione Hillary Merkus
Recordati Andy Bianchedi, l’assessore regionale alla cultura
Cristina Manetti, l’assessore fiorentino Giovanni Bettarini
insieme a Bj›rnstjerne Reuter Christiansen Bor e Jakob Fenger
del collettivo Superflex.
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